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Il punto sul Napoli

Il punto sul Napoli.
Certo che, molte delle considerazioni fatte in serata sul Napoli, sono spesso condite da molto qualunquismo, all’insegna di luoghi comuni molto radicati, che condizionano molto i giudizi sugli azzurri.
La mentalità.
Con questa parola magica si possono giustificare sconfitte e vittorie.
In nome della mentalità si esaltano ( vedi la Juventus) o si criticano ( napoli) le nostre squadre.
Per sottolineare le difficoltà del Napoli ad ottenere il massimo in partite contro avversari di livello inferiore, spesso si fa riferimento ad atteggiamenti agonisticamente non idonei, in particolar modo alla mancanza della cosiddetta “mentalità”.
È certo che la somma delle qualità tecniche, tattiche, fisiche e psicologiche danno sicuramente il livello di forza di una squadra.
Per questo motivo penso che gli aspetti psicologico- motivazionali sono determinanti quando la squadra presa in considerazione non è superiore agli avversari dal punto di vista tecnico-tattico e fisico. In soldoni possiamo dire che se il Napoli fosse di livello 10 sotto il profilo tecnico-tattico e con un approccio alla gara di livello 5, avremmo una media di prestazione di 7,5. E questo chiaramente, basterebbe per battere ( in teoria) un avversario con livello tecnico di valore 6 con una carica psicologica motivazionale di valore 8. Infatti la media darebbe 7, un valore inferiore a quello degli azzurri.
Questo è un esempio banale per dire che questa fantomatica “mentalità”, che tutto può, non è che una delle componenti della prestazione, e che da sola non può essere garanzia di vittorie o di sconfitte.
Io penso che la ” la mentalità”amplifica le potenzialità di una squadra (e viceversa) ma va sempre rapportata al valore complessivo delle avversarie.
Non a caso la Juventus in campo internazionale fa fatica a mantenere lo stesso livello di “mentalità”espresso nel campionato italiano. Infatti nel girone di champions, dove, il livello tecnico tattico e fisico della squadre europee è più alto, si è ridimensionato moltissimo lo spirito aggressivo degli juventini. Insufficiente in Danimarca, totalmente scomparso in Turchia, dove la Juve non seppe mantenere in pugno la partita sotto il profilo agonistico.

Il rendimento del Napoli in calo.
La causa più importante, che ha determinato un calo di rendimento degli azzurri, sta nei moltissimi infortuni, non muscolari, accorsi ai calciatori del Napoli. I Due esterni Zuniga e Maggio, la loro riserva Mesto, che stava giocando benissimo, Hamsik, Behrami, e l’infortunio muscolare che ha limitato moltissimo il rendimento di Higuain per diverse settimane.
Un inciso: pensate se il Napoli avesse adottato la difesa a 5 con tutti gli esterni infortunati ( fondamentali per quel sistema).Avremmo avuto più punti?
Molti affermano che il napoli avrebbe potuto ottenere qualche punto in più se avesse adottato un tattica diversa.
È indubbio che il Napoli avrebbe potuto ottenere qualche punto in più con un atteggiamento più speculativo.
Mister Benitez avrebbe potuto giocare , in certe gare, con un sistema di gioco più accorto.
Io credo che l’allenatore azzurro abbia pensato di giocare con altri moduli, ma alla fine, abbia scelto di proseguire con questo progetto tattico, per consolidare i pregi, per poter capire meglio i limiti di alcuni calciatori. Inoltre in Europa le migliori squadre adottano questo sistema, non per spirito di emulazione ma per determinate esigenze tecnico-tattico. Moltissimi top team utilizzano il rombo offensivo con 1 punta ed un rifinitore alle spalle (con capacità realizzativa) e in coppia con 2 esterni offensivi.
Questa scelta è determinata dalle continue variazione normative regolamentari che sempre più premiano un calcio offensivo. Da qui la necessità di schierare calciatori offensivi, rapidi e bravi a creare, attraverso il dribbling, la superiorità numerica in attacco contro difese molto chiuse, che adottano un calcio speculativo e difensivo.
Un passo indietro.
Io sono del parere che il Napoli abbia fatto un passo indietro sotto il profilo del gioco, poiché le critiche eccessive ricevute, hanno creato nei calciatori (e forse nel tecnico) una certa paura nel cercare il risultato a tutti i costi (come, invece, si cercava all’inizio del campionato).
Il Napoli sembra che abbia cambiato il modo di giocare, rallentando i ritmi, più per cercare di non scoprire la difesa che per mancanza di energie.
Questo atteggiamento ha portato gli azzurri ad non avere più quella aggressività offensiva espressa nella prima parte del campionato, senza migliorare particolarmente al fase difensiva. Prima gli azzurri cercavano il goal con grande intensità rischiando moltissimo. Adesso sembra che si cerchi di arrivare al goal senza scoprirsi troppo. Questo atteggiamento ha portato la squadra ad avere meno sfrontatezza e convinzione in attacco, senza portare dei grandissimi miglioramenti in difesa. Se fossi in Benitez ritornerei a riproporre quel calcio di inizio stagione che ha portato gli azzurri vicino al record di goal fatti stabilito nel 1958.

Higuain: unico top player europeo del calcio Italiano.
Eravamo nel mese di maggio quando ipotizzando la cessione di Cavani ( ero fra i pochi a ritenere che potesse essere un affare) indicai due giocatori per la sostituzione: Dzeco e Higuain. Con la convinzione che questi calciatori che non avevano spazio nello loro squadre, non avrebbero avuto problemi a farsi valere in un campionato tecnicamente inferiore come il nostro.
Ma non pensavo che il “pipita” fosse a livello dei più titolati compagni di squadra.
Fortunatamente è approdato alla corte di Benitez. Higuain ha subito dimostrato di essere il migliore tra i calciatori arrivati in Italia, e di essere un campione di livello internazionale. Forse l’unico vero top player: segna in Italia, in campo europeo (champions ed Europa league) e con la sua Nazionale.
Nessun calciatore straniero o italiano che gioca in seria A, ha mantenuto lo stessa capacità realizzativa contro i top team europei.
Io rivedo in lui i grandi giocatori del passato. Higuain ha la potenza dei grandi centravanti come Battistuta e Vieri, piedi alla Giordano e la capacità realizzativa di Careca, l’altruismo e la generosità di Graziani, é veloce. Un campione!!!

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