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ESCLUSIVA PA – CASALE: CON BENITEZ NON ESISTONO PIU’ TITOLARISSIMI

Pasquale Casale (Napoli, 2 marzo 1959) da calciatore sapeva coniugare qualità a quantità. Era una mezz’ala abile nell’inserimento senza palla con un talento puro e una sagacia tattica spiccata che ha saputo trasferire anche nel suo attuale ruolo di allenatore. Unico difetto per lui, essere troppo schietto e poco diplomatico, caratteristiche queste che nel mascherato e artificiale mondo nel calcio, ma più in generale del lavoro, poco premiano la carriera di un professionista. Il mister, un amico di PianetAzzurro, ci ha concesso un’intervista esclusiva per fare il punto sul Napoli e sul campionato che sta per iniziare.
Come giudichi il Napoli di Benitez, superiore o inferiore a quello dello scorso anno?
“Il Napoli di Benitez lo si potrà valutare (come sempre) sul campo, ma di una cosa sono sicuro che non vedremo titolatissimi e titolari fasulli, ma vedremo in campo sempre giocatori che si meritano il posto. La campagna acquisti ( voluta da Benitez) è stata impostata per avere più possibilità di scelta in tutti i ruoli”.
Credi che l’assenza di Cavani influirà negativamente, o Higuain saprà far dimenticare il matador?
“Io ho sempre pensato che nel nostro campionato gli attaccanti hanno vita facile e, a tal proposito, ho fatto una statistica che dimostra oggettivamente che quasi tutti i cannonieri italiani hanno fatto fatica a ripetersi successivamente nei campionati esteri. Persino Lavezzi in Francia non si è ripetuto, come Pastore, Kakà, Sanchez ed altri. Viceversa chi è arrivato in Italia, negli ultimi anni, ha sempre migliorato il suo rendimento e la sua capacità realizzativa, vedi Eto’o Schneider Milito, Emeghara del Siena con un iniziale 4 goal in 280′ meglio di Balotelli, che in Inghilterra segnava molto meno di quanto segni al Milan (quasi un goal a partita). I grandi giocatori arrivati nel nostro campionato come Rossi, Gomez Tevez ed il nostro Higuain sono certo che non avranno problemi a realizzare molti goals in Italia. Higuain forse non segnerà tanti goal come Cavani, poiché il gioco di Mazzarri era organizzato per mandare a rete sopratutto l’uruguagio, che spesso era schierato come unico vertice offensivo. Mentre il modulo scelto da Benitez è basato su varie opzioni offensive, che prevedono la ricerca del goal anche da parte degli esterni oltre che del centravanti. Ma Higuain ha fatto vedere che può anche rifinire il gioco per i suoi compagni, come ha mostrato in amichevole con l’Argentina a Roma, dove spesso ha mandato al tiro gli altri attaccanti (in particolar modo Palacio, che io avrei chiesto all’Inter per Zuniga)”.
Qualcuno ha giudicato la preparazione di Benitez un po’ troppo morbida per il campionato italiano. Da allenatore che pensi di questo?
“Il mio concetto di preparazione è lontano dai canoni di lavoro classici, io sono per un progressivo aumento dei carichi di lavoro, che prevedono carichi bassi inizialmente (non credo al mettere il ” fieno in cascina”) per poi giungere a carichi progressivamente crescenti, modulati in base ai test effettuati frequentemente. Quindi un lavoro più semplice in apparenza all’inizio ma che, successivamente, necessita di un maggior impegno per organizzare un lavoro settimana in settimana con programmazioni di breve periodo impostate sulla qualità. Ti posso garantire che quando volevano sminuire il mio lavoro, spesso, i critici mettevano in risalto le doti fisico-agonistiche delle mie squadre. Quindi, se Benitez prevede un tipo simile di preparazione. Cioè un metodo che non imballi i calciatori, per cementare un’intesa tecnico-tattica nel più breve tempo possibile, e per poi effettuare, successivamente un lavoro di qualità che tenga conta delle necessità dei singoli calciatori, allora io sono d’accordo sulla preparazione di Mister Benitez”.
Quali insidie incontreranno gli azzurri contro i felsinei domenica sera?
“Più che tecniche le insidie possono nascere dal fatto che ci sono da migliorare l’intese di gioco tra i singoli giocatori e fra i reparti, in quanto il nuovo modulo, impone un diverso modo di interpretare le fasi di gioco. Il Bologna, sotto questo aspetto, ha il vantaggio di aver confermato il tecnico dell’anno scorso, che la maggioranza del gruppo conosce benissimo. I calciatori felsinei sanno sa già cosa il tecnico vuole da essi, e hanno ben consolidato il modulo di gioco e le varianti eventuali studiate per mettere in difficoltà il team azzurro”.
La Juve ha già vinto lo scudetto? Quali potrebbero essere le sue maggiori avversarie alla corsa al titolo?
“La Juve rimane la favorita dello scudetto ma quest’anno dovrà faticare molto di più, non solo per motivi cabalistici (tre scudetti di fila la Juve li ha vinti solo negli anni trenta), ma sopratutto per la migliore qualità degli organici delle squadre antagoniste in primis Fiorentina e Napoli, seguiti da Milan e Inter, con la Roma in veste di outsider. Quindi quest’anno avremo squadre che possono vincere lo scudetto. Così come rimanere fuori dalla Champions, non per demerito, ma per merito di un lotto di avversari che si presentano ai nastri di partenza con organici nettamente superiori a quelli dell’anno scorso”.
Un tuo pronostico su Verona–Milan, Sampdoria–Juventus. Napoli-Bologna e Inter–Genoa.
“Non amo fare pronostici, ma sono curioso di vedere all’opera il Verona (a parte il Napoli chiaramente ) ed in particolare Cirigliano mediano argentino del ’92 che avrei voluto al Napoli. Comunque vedo l’Inter con l’avversario più abbordabile in questo momento. Poi Napoli, Juve e Milan incontrano avversari che possono creare qualche problema, ma che per caratura tecnica, sono nettamente inferiori”.
Uno sguardo pure al campionato di B, impressioni sul suo Avellino e la Juve Stabia.
“Non ho visto sul campo le due squadre ma il giudizio è positivo a prescindere, in quanto influenzato dalla stima che ho per gli staff (avellinese e stabiese) che, negli ultimi anni, hanno dimostrato di saper dare ai propri allenatori organici che si sono dimostrati sempre all’altezza della situazione, esaltando le alchimie tecnico-tattiche proposte dai bravissimi tecnici Rastelli e Braglia”.

Vincenzo Letizia

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