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Difesa a 3 o linea a 4: a voi la scelta.

La settimana scorsa avevo analizzato il diverso rendimento del Napoli durante l’arco dei novanta minuti. Alla fine il dato emergente più netto era una migliore capacità degli azzurri di segnare di più nella seconda parte della gara.
Dato confermato clamorosamente a Torino, con un primo tempo terminato con il punteggio di 1-1, ed una ripresa che ha visto il Napoli segnare 4 goal ( tre segnati dopo l’uscita di un difensore).
Gli azzurri ancora una volta hanno offerto una prestazione esaltante ed entusiasmante con il cambio di modulo, purtroppo adottato da Mazzarri solamente per rimediare ai risultati negativi e non come strategia di partenza per chiudere prima le gare( anche rischiando di più).
Partendo da questi dati oggettivi viene da dirsi quale modulo scegliere dopo Torino? questa gara ci ha consegnato un grandissimo Napoli nel quale si sono esaltati oltre a Cavani (tornato ai suoi livelli) , Dzemail Zuniga, Maggio Hamsick e, prepotentemente il colombiano Armero che, da Udine in poi, ha migliorato le sue prestazioni di Domenica in Domenica.
Ed è proprio il rendimento dell’ex Udinese, con le sue potenti accelerazioni che cambiano totalmente i ritmi di gara, ci fanno chiedere se non sia venuto il momento di adottare il modulo con un centrale difensivo in meno per dare più spazio al colombiano.
A tal proposto vorrei proporre ai lettori alcune considerazioni su i due sistemi di gioco e cioè il 3412 usato prevalentemente dal Napoli ed il 442 che potrebbe esaltare alcune individualità Azzurre.

Sul 3412 (o 532) si può dire che sicuramente da garanzie in fase difensiva sopratutto quando la partita la devono fare gli altri. Infatti,Mazzarri, ha modificato l’assetto passando da un 3-4-3 con Lavezzi e Hamsik al supporto di Cavani a un 3-5-2 con il duo Pandev – Cavani agire in attacco con movimenti organizzati per creare spazi per gli inserimenti da dietro di Hamsik (libero di muoversi tra le due linee). Lo slovacco partendo da una posizione più centrale spesso ha messo in crisi le difese avversarie . Questo ha portato ad un a modifica tattica importante : al posto di una mediana composta da Gargano e Inler (poco adatto a coprire il reparto difensivo) quindi si è puntato per un centrocampo decisamente più duttile in entrambe le fasi. Inler si muove più da regista, fiancheggiato dallo slovacco e Behrami, che con un carico di atleticità e dinamismo si dimostra decisamente più funzionale al modulo. Ne è uscito un Napoli con la miglior difesa. Ma questo pregio diventa il limite del Napoli che non riesce a sfruttare al meglio le sue potenzialità offensive quando l’avversario attua una tattica speculare ( spesso l’avversario di turno si schiera con lo stesso modulo adottato dallo staff azzurro).
In questa condizione finisce che la gran parte del lavoro fisico viene sobbarcato dagli esterni che devono fare la doppia fase ( difensiva e offensiva) a grandi ritmi con conseguente spreco di energie che spesso portano gli interpreti ad non avere una perfetta lucidità nei momenti cruciali.
Spesso i tre centrali difensivi sono impegnati a tenere un solo avversario, lasciando in inferiorità tattica il proprio centrocampo che deve essere aiutato continuamente da due attaccanti, con un naturale appannamento della capacità offensiva degli stessi. In fase di attacco si lavora molto sul corto lungo e, uno dei due, accompagna l’azione per arrivare, se possibile, al tiro. Acume tattico (saper portare via la palla all’avversario) e doti tecniche (capacità di lancio lungo e preciso e visione della porta) sono doti imprescindibili nel loro bagaglio tecnico
Per finire la difesa a 3 centrali non permette di avere una doppia linea difensiva per poter raddoppiare su quei calciatori ( come Cerci) che convergendo verso il centro mettono in evidenza i punti deboli della difesa azzurra.

Il 442

Il 442
Nel sistema di gioco 4-4-2, con una difesa disposta a zona, si ha il grande vantaggio che i centrocampisti, disponendosi in linea, fanno da filtro, raddoppiando continuamente sul portatore di palla avversario (fig. 15). Le coppie adibite al raddoppio sono: la 1ª: esterno destro basso e alto; la 2ª: quella con i 2 centrali difensivi con davanti; la 3ª coppia: con due centrocampisti ( uno più incontrista, l’altro più di qualità); la 4ª a sx come quella di destra possibilmente con un mancino che sappia mettere quelle palle veloci ad uscire( vedi Armero per Cavani a Torino)
Sulla carta questo sistema ripartisce tra tutti, in maniera più equa, il lavoro di copertura .
Permettendo, sopratutto alle coppie di alternarsi nella fase di attacco con notevole risparmio energetico con conseguente maggior lucidità e precisione negli ultimi 30 metri..
Gli attaccanti,come negli altri sistemi, devono lavorare anche in fase difensiva, ma con minor sforzo, poiché potranno limitare il loro raggio d’azione,in quanto, alla loro spalle, avranno prevalentemente due linee difensive che difficilmente lasceranno spazi liberi dietro la propria linea d’attacco.

Questo sistema ha il pregio di poter esaltar
e la forza offensiva degli esterni mantenendo una solido e compatto “castello” difensivo formato dalle due coppie centrali…in fase di sviluppo si può trasformare in un 4-1-4-1 ( bherami davanti ai due centrali)molto offensivo e con due esterni a sx Zuniga ed Armero e 2 esterni dx Maggio e Pandev ( insigne) molto alto Con Cavani in area a finalizzare il gioco.

Spero con questo articolo di stimolare la “fantasia tattica”dei moltissimi appassionati che frequentano questo sito, e invito tutti a mandarci la propria formazione completa di schema tattico ricordando che un sistema di gioco deve rispettare alcune regole fondamentali che sono riportate di seguito.
Per sistema di gioco si deve intendere:
1) la dislocazione sul campo dei giocatori ed i loro
relativi compiti definiti in base ad una approfondita conoscenza dei giocatori stessi, con i quali si potranno costruire le situazioni tecnico- tattiche di possesso (attacco) e di non possesso (difesa) di palla. L’importante è costruire un sistema di gioco che risulti:
– razionale, in quanto tiene conto delle caratteristiche dei giocatori;
– elastico, in quanto, con pochi adattamenti, lo si può adattare a qualsiasi tipo di avversario;
– equilibrato, in quanto capace di fronteggiare con successo le due fasi del gioco: possesso e non possesso di palla.

Buona Formazione e Forza Napoli.

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