Category Archive: A parer mio

Impressioni di fine campionato su: Napoli, Lavezzi, Mazzarri, Insigne, Del Piero.

Quando una parola di conforto diventa un macigno sulle speranze del popolo azzurro.

Nella trasmissione di C34 “tifosi quelli che parlano” condotta brillantemente da Raffaele Auriemma, è stato ospite Il “pampa” Sosa uno dei protagonisti della rinascita del Napoli.
Fra le tante domande rivolte all’ex azzurro vi è stata una particolarmente significativa che riguardava il futuro del Pocho Lavezzi. La domanda voleva chiarire quante possibilità ci fossero sulla permanenza dell’attaccante a Napoli. Il Pampa, molto candidamente ,e con il tono ottimistico, per non scontentare i numerosissimi tifosi azzurri, affermava che vi era ancora una piccola possibilità che Lavezzi possa rimanere a Napoli per la stagione 2012-13. Il che poteva sembrare una affermazione positiva, ma a leggere bene quel “piccola”, viene da pensare che, invertendo la domanda viene fuori che la percentuale sulla possibilità che Lavezzi   vada via é altissima e  che quella parola (piccola) pesa come un macigno sulle speranze dei tifosi del Napoli, visto che a precisarlo è un argentino  molto amico del Pocho. Spero che il Pampa abbia avuto un lapsus molto freudiano.  

Nella prima parte del programma è stato affrontato il delicato problema sull’eventuale  trasferimento di Lavezzi ad altri club.
Molti hanno espresso il loro parere di cosa accadrà. Il mio convincimento e che Lavezzi punti ad un club che possa fargli vincere qualcosa in un campionato importante ( Inter . Manchester C.)
Il tutto però è condizionato non solo dalla clausola rescissoria ( circa 31 milioni di euro) ma da altri  fattori:
- il primo gli ottimi rapporti di De Laurentiis con il presidente Moratti con cui ha concluso l’affare Pandev  molto vantaggioso per il Napoli, unico acquisto veramente azzeccato, considerando il costo.
- Il secondo è la riconferma del giocatore Pandev , ritenuto dalla società azzurra un   elemento affidabile di caratura tecnica superiore alla media e con una particolare qualità: è uno dei pochissimi calciatori di questo campionato che,quando entra dalla panchina, riesce ( come Del Piero) ad incidere e/o cambiare le sorti di una partita. Considerando, anche,  l’ipotesi tattica di Mazzarri di utilizzare un solo attaccante  con uno o due trequartista ( su modello Juventus ed Samp mazzariana), e come stato schierato il Napoli nelle ultime gare.
- L’Inter offrirebbe venti milioni e calciatori che nella somma dei costi del Cartellino vanno a superare notevolmente la cifra dei 31 milioni di euro della clausola rescissoria. Per fare un esempio Ranocchia 18 milioni + pandev Almeno 8 milioni + 20 milioni di cash = 46 milioni di valutazione complessiva del Calciatore che ricordiamolo ha fatto 9 goal e 6 assist  circa.
- Ultima e non meno importante la posizione di forza e di stima nei confronti di De Laurentiis  che in questo momento ha il procuratore di Lavezzi Mazzoni, che mai romperebbe gli equilibri di rapporto con il presidente azzurro, e che  qualsiasi decisione  sarà frutto di un accordo di reciproca soddisfazione tra le parti.

La posizione di Mazzarri.

Sembra la posizione di Mazzarri sia legata al  potenziamento della squadra , la cosa strana è che una normale e logica condizione su cui basare il proseguimento del rapporto tra Mazzarri ed il Napoli diventa motivo di attrito tra le parti.
La cosa non quadra poiché questa intransigenza sui programmi non vi fu l’anno passato. La squadra non fu potenziata adeguatamente (con un Mazzarri  con lo stipendio più alto della serie A) nonostante ci fosse da affrontare Champions, campionato e Coppa Italia.
Oggi si pretenderebbe una grande squadra ( ???) nonostante il Napoli sia fuori dalla Champions, per cosa? Per lottare per lo scudetto o per la crescita?
Il mio parere  è che Mazzarri  stia prendendo tempo in attesa del risultato della finale di coppa Italia,  per poi decidere sul suo futuro che molto probabilmente lo vede lontano da Napoli.

Puntare su Insigne 
Per finire alcune considerazioni su Insigne, un giocatore su cui il Napoli deve puntare senza se e senza ma perché,secondo me, e uno dei calciatori giovani più forti del nostro calcio con grandissimi margini di miglioramento.
Per questo il Napoli non deve puntare ad acquisire Giovinco ( contropartita tecnica nell’affare Cavani?) che toglierebbe spazio ad Insigne. Se veramente ci fosse una trattativa per Cavani alla Juventus, il sottoscritto cercherebbe in cambio il giovanissimo Morrone.
Morrone è un giocatore completo: un ottimo fisico, tecnica eccellente, personalità, e senso del gioco e del goal. Diventerà uno dei calciatori più importante di questa nuova Juventus.

Quando volevo portare Del Piero ad Ischia dalla primavera del Padova

Ho visto piangere moltissimi tifosi mentre Del Piero completava il giro d’onore.
A tal proposito Voglio   raccontare un aneddoto su un  giocatore che osservai giocare nella nazionale U.19 al trofeo Valenti. Il ragazzo era uno dei più  giovani della squadra, entro nel secondo tempo segnando dubito un goal e facendo Dell giocate che esaltarono le sue qualità tecniche.
Il giugno successivo io divenni allenatore dell’ Ischia isolaverde militante nel campionato di serie  C1 e chiesi al direttore sportivo Carmine Donnarumma di chiedere al Padova quel calciatore che giocava nella primavera patavina.
Cosa che fece immediatamente.
La risposta del Ds del Padova (Aggradi) fu secca” se ci portate  600 milioni di lire per la comproprietà   il calciatore è vostro “ 
Chiaramente non avremmo potuto ingaggiarlo. Con 850 milioni di lire di attivo facemmo tutta la squadra.
Quel giocatore era Alessandro del Piero. 
Pasquale Casale

Cervinara 18 maggio 2012.

Quando la parola “titolarissimi”  era sinonimo di meriti assoluti.

In queste ultime settimane ho ascoltato moltissimi commenti ed opinioni da parte di operatori dell’informazione e di moltissimi tifosi, i quali, riferendosi  alla crisi del Napoli e dei risultati non brillanti ottenuti recentemente, affermavano che questo Napoli non potesse fare a meno dei cosidetti titolarissimi. 
Quasi tutti sono convinti che Mazzarri non possa fare altro che schierarli sempre. 
Come linea di principio si potrebbe concordare sul concetto che sei i titolari stanno bene dovrebbero giocare sempre.
Ma è proprio questo il problema: la scelta dei calciatori da impiegare deve essere sempre frutto di ragionamenti che tengano presenti sempre i contenuti specifici che formano la prestazione di un calciatore, e cioè bisogna tener conto prima del livello fisico, psicologico e tecnico-tattico di ogni singolo giocatore e quanto questi valori individuali si completino e si incastrino  con quelli degli altri compagni  (amalgama ed intesa tra i singoli). Inoltre, bisogna tenere conto degli avversari e delle loro caratteristiche per scegliere il blocco di calciatori più idoneo a contastarli.
Quindi, anche quando si parla di turn-over, si  deve sempre parlare di scelte alternative tecniche oggettive  e non scientificamente programmate  su modelli matematici.
Il turn-over tecnico (come lo intendo io) chiaramente coincide, spesso, con il concetto di titolarissimi, poiché adottare questo metodo significa  premiare quei giocatori dalle maggiori potenzialità tecniche e di forma. Ma questo non significa escludere a priori altri giocatori di valore minore che , però, potrebbero essere momentaneamente più  in forma dei titolari. È il caso di Pandev e Dzemail che nel loro momento migliore non sono stati confermati e/o  utilizzati in ruoli non adatti alle loro caratteristiche (Dzemail schierato esterno destro od addirittura alla Maggio nel 343 contro l’Atalanta).
Inoltre si dice spesso che alcuni giocatori che formano le seconde linee del Napoli non sono all’altezza dei titolari, concetto su cui,in linea di massima, si può essere concordi. Ma come si possono creare alternative se quando  uno  calciatore  non viene riconfermato, anche quando riesce a fare una buona gara. 
É il caso di Fernandez che,  pur riuscendo ad inserirsi  in un contesto tattico difensivo consolidatosi  in  un trio di titolari che poco spazio lasciano agli altri, non é stato riproposto  dopo la buona gara giocata contro il Catania; Mazzarri, così facendo,  non favorisce quel processo di crescita e di autostima tanto decantato e annunciato per i giovani  Azzurri. Nel futuro del Napoli spero ci siano scelte che diano più spazio ai giovani, per valutare meglio le loro qualità ed le  loro potenzialità  in vista del prossimo campionato. 

Campionato: si difende con la difesa a 5 con tre centrali.

Ė strano parlare di calcio mentre si ė appena finita un operazione di emergenza,  soprattutto, dopo aver subito un danno enorme come quello di perdere quasi totalmente la propria attività. Ma si sa il “pallone” è capace di farti dimenticare le cose più brutte( almeno per un po’).
Erano passati pochissimi minuti, infatti,dal termine dell’intervento di messa  in sicurezza da parte della squadra comandata dal capo pompiere ( a loro piace essere chiamati così) Del Ponte Luigi, che già si parlava di calcio ed in particolare del Napoli e della Juve.
Durante la chiacchierata è venuto fuori uno spunto tecnico tattico molto interessante. Ad un certo punto uno dei pompieri mi ha fatto notare, con una certa semplicità, che secondo lui il calcio viveva molto di duelli individuali dove 1>1 la faceva da padrona in fase offensiva. Al che gli ho fatto notare che ciò era vero, ma il concetto valeva  per tutti, anche per gli avversari, e  che alla fine si arriva per gioco forza alla considerazione che: se vuoi attaccare bene e con più uomini, devi avere un organizzazione di gioco basata su equilibri  rigidissimi tra la fase di possesso e quella di non possesso palla. 
Infatti il nuovo concetto tattico con   molte squadre  che giocano con duelli a tutto campo (vedi juve). Si parte immediatamente con
 Marcatura  quasi ad uomo  per poi passare ad “uomo nella zona”, per finire,  in situazione di difficoltà, ad  ”una zona più classica”.
Questo modo di interpretare la fase difensiva potrebbe rappresentare un modello per il Napoli, per  un diverso modo di impostare una gara, per ritrovare lo spirito aggressivo che ha sempre contraddistinto il miglior Napoli. 
Avere punti di riferimento su cui posizionarsi immediatamente, darebbe compattezza alla squadra con riduzione delle distanze tra i reparti, che amplificherebbe la grande capacità di ripartire in velocità degli azzurri.
Questa nuova ( o vecchia) impostazione nel applicare le marcature semplifica i compiti e toglie immediatamente agli avversari  spazio e tempo  di ragionare in tranquillità per effettuare delle contromisure idonee a contrastare il gioco azzurro.

La difesa con 3 centrali in un difesa con 5 difensori

Un’altra tendenza tattica molto utilizzata e la difesa a 5 con tre centrali difensivi + 2 esterni che si abbassano in fase di non possesso palla. 
Sistema di gioco molto adottato, con sfumature diverse, sia  dalle squadre cosiddette “piccole”, vedi Lecce Bologna Novara, che le “grandi”, Napoli ed Juve su tutti.
La sorpresa arriva dalla Juve che,  pur effettuando un grandissimo inizio di campionato con la difesa schierata con 2 centrali difensivi + 2 esterni bassi in fase di non possesso palla, é passata ad una organizzazione difensiva + densa. La curiosità è che , in questo campionato, la maggior parte delle squadre che sono  passate a questo sistema di gioco + difensivo,hanno problemi di classifica. Esse hanno scelte questo modulo  per dare maggior copertura ai propri difensori, particolarmente in difficoltà con disposizioni tattiche con poca densità difensiva. Mi sorprende,invece, la scelta della Juve di optare per un meccanismo che le permette di subire meno, ma come si è visto, ha abbassato la media realizzativa dei bianconeri, aumentando i pareggi. La Juventus nella prima fase del campionato con il 433 aveva …..
mentre con la difesa a 3 centrali e passata 2 punti dietro.
Ma perché anche squadre che sulla carta possiedono diverse opzioni offensive  di grande qualità, preferiscono avere più giocatori nella terza linea?
 le motivazioni tecnico-tattiche sono da ricercare nella  constatazione che diventa sempre più raro trovare difensori capaci di contrastare efficacemente attaccanti agili e veloci che sono, inoltre,  aiutati da norme  che premiano di più la fase offensiva.(la tattica è determinata dalle norme).
Questo ha spinto molti allenatori ad adottare un sistema che crei una costante superiorità numerica nella fase difensiva poiché, come dicevamo prima: se in fase offensiva è più facile fare goal, e anche più facile prendere reti in fase di non possesso.  Quindi si è ricorso ad un atteggiamento tattico più protettivo,  che aiuti e semplifichi  il compito dei difensori.’
Questo sistema di gioco  a 5 difensori (3+2) si caratterizza da una squadra a l’altra secondo il modo di applicazione del sistema stesso.
 Chi adotta questa organizzazione tattica  è costretto a giocare in contropiede, cercando di sfruttare gli ampi spazi lasciati dalle squadre che si schierano con meno giocatori in fase di non possesso palla.
Queste formazioni sono bravissime a far”fare la partita” agli altri, sfruttando gli squilibri tattici degli avversari.Esse, però si trovano in particolare difficoltà a tenere la linea difensiva alta contro squadre che hanno atteggiamenti tattici più prudenti impostati su una forte copertura difensiva.
Non a caso si assiste spesso ad un copione  che si ripete quasi ogni giornata di  campionato: chi gioca a 3 centrali  con difesa alta rischia di subire spesso nel momento migliore. Quando i suoi difensori centrali devono stare alti, lasciando il solo marcatore centrale solo e senza copertura nella zona pericolosa di difesa. Quindi è evidente che la paura di perdere condiziona la tattica di moltissime squadre,tranne  il Milan, che pur perdendo più scontri diretti, riesce a vincere comunque più degli altri in campionato ed è meritatamente in testa al campionato. Il Milan è l’unico club italiano in linea con l’atteggiamento tattico delle grandi d’Europa che giocano con una difesa chiaramente più offensiva con solo 2 centrali difensivi + due esterni offensivi.
Con questo sistema di gioco il Milan riesce a stare alto anche contro le difese molto chiuse, riuscendo ad esaltare le qualità offensive di molti rossoneri

Articolo impostato il 6 febbraio 2012