PISA
Una gloria del Pisa di Romeo Anconetani risiede da anni a Cervinara, in provincia di Avellino, e non si farà sfuggire la sfida del Partenio Lombardi. Pasquale Casale è il doppio ex fra irpini e toscani, biancoverde in quattro stagioni separate (78-79, 84-85 e 86-87 da calciatore e 96-97 come allenatore) e nerazzurro per due annate consecutive (81-82 e 82-83), parte del miglior Pisa di tutti i tempi (undicesimo in serie A).
Casale, memorabili le sfide fra Avellino e Pisa nella massima serie, popolate da tanti calciatori passati da una sponda all’altra…
«Oltre a me, Ugolotti, Boccafresca, Garuti. Mariani arrivò quando io andai via. Ricordo anche il pisano Benedetti e Ipsaro. Romeo aveva un buon rapporto con il presidente avellinese Sibilia».
Cosa ricorda degli storici match fra le due squadre?
«Mi ricordo di aver giocato con la maglia del Pisa contro l’Avellino. Fu un 2-0 per noi, decisivo per la salvezza con un gol segnato da Garuti».
Com’è stato l’inizio di stagione dell’Avellino?
«Io mi sono espresso favorevolmente su questa squadra da subito. Mister Bucaro ha incontrato qualche problema di ambientamento, fra risultati alterni e tante reti subite. Inizialmente cercava un gioco offensivo: da quando è diventato più accorto, con maggiore copertura la squadra si esprime meglio».
Quali sono i giocatori più temibili fra i campani?
«Millesi, De Angelis e Lasagna, se trovano spazio, sono molto pericolosi. L’ex milanista Zigoni è stato recuperato da un infortunio. Ricci è un buon terzino-mediano ed è stato segnalato proprio da me. Cardinale è un giocatore esperto, una sicurezza».
Come valuta il mercato della società biancoverde?
«Ha già acquistato qualche giovane. Moxedano, arrivato dalla Neapolis, è un ragazzo interessante. La società programma in modo oculato per non trovarsi nelle difficoltà del passato. Adesso bisogna vedere come la squadra reagisce alle due sconfitte. Una formazione con poca esperienza potrebbe trovare difficoltà».
Lo stesso rischio che corre il Pisa, altro team reduce da una batosta…
«In questi momenti un allenatore esperto come Pagliari può fare la differenza. L’Avellino avrà dalla sua parte il fattore ambientale: non ha il pubblico di una volta, ma il clima è caldo anche in tribuna».
Massimo Berutto (Il Tirreno) 18 gennaio 2012




