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	<title>Pasquale Casale</title>
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	<description>Riflessioni e appunti sul mondo del Calcio.</description>
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		<title>Dal mercato di gennaio un 4-2-3-1 stile Mourinho</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di entrare nel valutazione di come sarà il mercato del Napoli ed i riflessi che avranno gli interventi effettuati dalla Società, vorrei tornare indietro nel tempo, a quando i responsabili del mercato del Napoli sostenevano che a gennaio era inutile acquistare poiché c’era poco materiale valido su cui investire. Incredibilmente si ribaltava la realtà, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di entrare nel valutazione di come sarà il mercato del Napoli ed i riflessi che avranno gli interventi effettuati dalla Società, vorrei<br />
tornare indietro nel tempo, a quando i responsabili del mercato del Napoli sostenevano che a gennaio era inutile acquistare poiché c’era<br />
poco materiale valido su cui investire. Incredibilmente si ribaltava la realtà, come spesso succede a Napoli. Si affermava che un giocatore<br />
non avrebbe avuto il tempo di ambientarsi, portando con se, inoltre, turbamenti e tensioni in un spogliatoio già coeso e amalgamato. Andatelo<br />
a raccontarlo al Milan, che, del mercato di metà anno, sembra di averne fatto un momento importante e fondamentale delle proprie<br />
strategie. Molto probabilmente la dirigenza milanista ha capito che il mercato di gennaio ti offre moltissime occasioni a costi più contenuti,<br />
contrariamente a ciò che affermavano i dirigenti azzurri ( vedi i vari Tevez, Borriello, Quagliarella, Pato, Amauri, ,Pizzarro, Maxi Lopez per<br />
citarne alcuni ). Ma la cosa più importante al mercato invernale, però, è che ogni squadra ha ben consolidata la propria classifica e, quindi,<br />
sa benissimo dove si dovrà intervenire ed in vista di quali obiettivi reali da raggiungere, e non per quelli che a luglio potevano essere solo<br />
auspicabili. In un certo senso il compito degli operatori di mercato é semplificato dalla realtà della classifica. Chiaramente chi é in testa alla<br />
classifica, per esempio, sa che deve operare scelte di un certo livello per mantenere la propria posizione, cercando di potenziarsi, quanto<br />
meno come i diretti concorrenti ( teoria del Velista). “Teorie solo teorie” affermava il DS azzurro, ma, come qualcuno del passato enunciava<br />
( mi sembra Keynes) .”ogni teoria deve essere dimostrata dai numeri” . E sono<br />
i numeri che hanno condannato il mercato di gennaio fatto dal Napoli<br />
nel passato: infatti la compagine azzurra ha perso sempre le posizioni<br />
di vantaggio acquisite sugli avversari nella prima parte<br />
del campionato. Persino l’ anno scorso, nel miglior campionato<br />
giocato dal Napoli nella storia del dopo fallimento,<br />
i partenopei hanno dovuto cedere qualche posizione<br />
rispetto al Milan ed all’Inter. È vero che il Napoli ha<br />
centrato comunque un risultato clamoroso, ma é lecito<br />
pensare che se a Napoli, oltre a Mascara, fosse<br />
giunto qualche altro calciatore importante, molto<br />
probabilmente si poteva sognare qualcosa di più.<br />
Per esempio, probabilmente, il Milan, senza Van<br />
Bommel e Cassano, non avrebbe vinto il campionato<br />
e l’Inter non si sarebbe ripreso il secondo<br />
posto senza ai gol di Pazzini. Inoltre<br />
questi giocatori, contrariamente ai luoghi comuni,<br />
hanno potuto anticipare il loro inserimento<br />
di un anno nelle strutture tattiche delle<br />
loro nuove società: vedi Matri nella Juve, Cassano<br />
nel Milan e Pazzini nell’Inter, che hanno<br />
potuto godere del vantaggio di conoscere già<br />
l’ambiente ed i compagni, facendo una partenza<br />
eccezionale.<br />
Ma torniamo al mercato degli azzurri che<br />
smentendo le proprie tesi del passato, ha piazzato<br />
un botto di fine anno acquistando il vice pallone<br />
d’oro sudamericano Vargas. Un giocatore che<br />
va a rinforzare l ‘attacco azzurro sia dal punto tattico<br />
che tecnico. Il Napoli che sta uscendo dal mercato<br />
di gennaio sembra molto simile a quello<br />
progettato da Mourinho all’Inter con giocatori<br />
come Pandev e Balotelli a fare da riserve a Etó,<br />
Milito e Sheneider. Quel progetto tattico che<br />
sembrava orientato al rafforzamento<br />
dell’attacco in termini di alternative ai<br />
titolari fu, invece, l’occasione per<br />
Mourinho di scoprire nuove alternative<br />
tattiche che prevedevano<br />
l’utilizzo di Sheneider alle<br />
spalle di tre attaccanti. Mi<br />
piace ricordare che il sottoscritto aveva intuito cosa aveva in testa l’allenatore nerazzurro e lo aveva scritto prima della gara che l’Inter<br />
doveva giocare a Napoli, qualche giorno prima del match di champions contro il Chelsea di Ancellotti. Credo che a Napoli si sia creata la<br />
stessa situazione con cinque grandi attaccanti in squadra a disposizione di Mazzarri. Sicuramente il tecnico azzurro non azzarderà subito<br />
l’utilizzo di quattro attaccanti contemporaneamente ad inizio gara. Questo strumento tattico potrebbe essere utilizzato probabilmente<br />
a partita iniziata, in alcune occasioni particolari, passando dalla difesa a tre centrali a quella con due centrali in un 4-2-3-1 sul modello<br />
interista:<br />
con Aronica schierato alla Chivu che in possesso di palla può scivolarein mezzo (con Cannavaro e Campagnaro) per compensare il<br />
movimento di Maggio stile Maicon a destra in centrocampo Gargano e Inler con il rombo d’attacco con Hamsik modello Scheneider dietro<br />
i tre tenori Pandev ad interpretare se stesso a destra, Cavani nelle vesti di Milito al centro dell’attacco e per finire Lavezzi o Vargas a<br />
sinistra nel ruolo di Etòò (vedi schema n.1). pL’alternativa sarebbe anche passare anche ad un 3-3- 4 offensivo con Maggio sulla linea di<br />
Pandev Cavani e Lavezzi con Hamsick alle spalle con Gargano ed Inler a supporto. vedi schema n.2 e n. 3<br />
Il problema per poter giocare con questo sistema (anche solo a partita iniziata) sta nel fatto che in mezzo al campo il Napoli ha un<br />
giocatore più predisposto all’organizzazione che non all’interdizione (Inler) mentre all ‘Inter in centrocampo vi erano prevalentemente<br />
Zanetti e Cambiasso due ottimi intenditori che garantivano grande copertura della difesa senza disdegnare di sostenere l’attacco.<br />
In questa ottica sembrerebbe opportuno cercare nel mercato invernale un calciatore<br />
con caratteristiche fisiche, tattiche e agonistiche molto<br />
simili a Gargano ( magari più temporeggiatore) per sostituirlo<br />
quando questi debba fermarsi, ma soprattutto<br />
per poter schierare un squadra con Hamsik<br />
più tre attaccanti. Nella rosa del Napoli comunque<br />
c’è Zuniga che potrebbe anche giocare<br />
da mediano d’interdizione, avendo tutte<br />
le caratteristiche sopra descritte.<br />
So che difficilmente Mazzarri si<br />
staccherà da un sistema di gioco che<br />
ha dato tante soddisfazioni, sia a Napoli<br />
che in altre squadre anche se, la<br />
difesa con due centrali é stata utilizzata<br />
spesso in situazioni, a parer mio,<br />
più complicate. In particolare quando<br />
il Napoli doveva recuperare il risultato.<br />
Questo dimostra che le difficoltà a<br />
cambiare sono più di natura psicologiche<br />
che tattiche, e cioè, si cambia<br />
quando sulla gara non grava la responsabilità<br />
del risultato positivo:<br />
per dirla in modo più semplice<br />
quando il risultato é già compromesso<br />
si può osare poiché non c’é<br />
più niente da perdere. Io sono<br />
convinto che Mazzarri abbia<br />
nella testa qualcosa del genere, sa<br />
benissimo che se vuol recuperare<br />
deve schierare i calciatori più importanti<br />
e siccome questi hanno caratteristiche<br />
più offensive, per farli<br />
giocare insieme, dovrà formare una<br />
squadra con una formazione più statica<br />
ricercando gli equilibri nel reparto di difesa<br />
con una grande copertura in centrocampo.<br />
Insomma nel futuro del Napoli vedo<br />
una perfetta sintesi tra il Mazzarri e Mourinho<br />
pensiero.</p>
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		<title>Avellino-Pisa: intervista a Pasquale Casale  doppio ex.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:17:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PISA Una gloria del Pisa di Romeo Anconetani risiede da anni a Cervinara, in provincia di Avellino, e non si farà sfuggire la sfida del Partenio Lombardi. Pasquale Casale è il doppio ex fra irpini e toscani, biancoverde in quattro stagioni separate (78-79, 84-85 e 86-87 da calciatore e 96-97 come allenatore) e nerazzurro per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PISA<br />
Una gloria del Pisa di Romeo Anconetani risiede da anni a Cervinara, in provincia di Avellino, e non si farà sfuggire la sfida del Partenio Lombardi. Pasquale Casale è il doppio ex fra irpini e toscani, biancoverde in quattro stagioni separate (78-79, 84-85 e 86-87 da calciatore e 96-97 come allenatore) e nerazzurro per due annate consecutive (81-82 e 82-83), parte del miglior Pisa di tutti i tempi (undicesimo in serie A).<br />
Casale, memorabili le sfide fra Avellino e Pisa nella massima serie, popolate da tanti calciatori passati da una sponda all&#8217;altra&#8230;<br />
«Oltre a me, Ugolotti, Boccafresca, Garuti. Mariani arrivò quando io andai via. Ricordo anche il pisano Benedetti e Ipsaro. Romeo aveva un buon rapporto con il presidente avellinese Sibilia».<br />
Cosa ricorda degli storici match fra le due squadre?<br />
«Mi ricordo di aver giocato con la maglia del Pisa contro l&#8217;Avellino. Fu un 2-0 per noi, decisivo per la salvezza con un gol segnato da Garuti».<br />
Com&#8217;è stato l&#8217;inizio di stagione dell&#8217;Avellino?<br />
«Io mi sono espresso favorevolmente su questa squadra da subito. Mister Bucaro ha incontrato qualche problema di ambientamento, fra risultati alterni e tante reti subite. Inizialmente cercava un gioco offensivo: da quando è diventato più accorto, con maggiore copertura la squadra si esprime meglio».<br />
Quali sono i giocatori più temibili fra i campani?<br />
«Millesi, De Angelis e Lasagna, se trovano spazio, sono molto pericolosi. L&#8217;ex milanista Zigoni è stato recuperato da un infortunio. Ricci è un buon terzino-mediano ed è stato segnalato proprio da me. Cardinale è un giocatore esperto, una sicurezza».<br />
Come valuta il mercato della società biancoverde?<br />
«Ha già acquistato qualche giovane. Moxedano, arrivato dalla Neapolis, è un ragazzo interessante. La società programma in modo oculato per non trovarsi nelle difficoltà del passato. Adesso bisogna vedere come la squadra reagisce alle due sconfitte. Una formazione con poca esperienza potrebbe trovare difficoltà».<br />
Lo stesso rischio che corre il Pisa, altro team reduce da una batosta&#8230;<br />
«In questi momenti un allenatore esperto come Pagliari può fare la differenza. L&#8217;Avellino avrà dalla sua parte il fattore ambientale: non ha il pubblico di una volta, ma il clima è caldo anche in tribuna».<br />
Massimo Berutto (Il Tirreno) 18 gennaio 2012</p>
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		<title>Un Nerazzurro da Raccontare</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 21:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna il nostro appuntamento con la storia e con la rubrica “ Un Nerazzurro Da Raccontare “, prima di presentare il protagonista di oggi , vogliamo fare i nostri In Bocca Al Lupo , ad Aldo Agroppi che ieri a subito due operazioni dopo essere stato colpito da un infarto. Agroppi fu proprio l’ allenatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna il nostro appuntamento con la storia e con la rubrica “<strong> Un Nerazzurro Da Raccontare</strong> “, prima di presentare il protagonista di oggi , vogliamo fare i nostri In Bocca Al Lupo , ad Aldo Agroppi che ieri a subito due operazioni dopo essere stato colpito da un infarto. Agroppi fu proprio l’ allenatore della prima stagione in Nerazzurro  del personaggio che andiamo a raccontare, Signore e Signori, <strong>Pasquale Casale.</strong></p>
<p>Alle ore 18 del 16 Maggio 1976, il quarantaquattresimo campionato italiano di calcio è appena terminato. Il Torino ha conquistato il titolo di Campione d’Italia, grazie alle reti di Pulici e Graziani, mentre la Sampdoria si è salvata all’ultima occasione possibile, battendo in casa il Napoli per 2 a 1, in una partita che ha visto esordire fra le fila dei partenopei un giovane centrocampista cresciuto nel vivaio azzurro: il suo nome è Pasquale Casale che, a 17 anni, 2 mesi e 13 giorni, diventa il secondo calciatore italiano più giovane di sempre ad esordire in Serie A, secondo solo al golden boy, Gianni Rivera.</p>
<p><span id="more-544"></span>Nato a Napoli il 2 Marzo del 1959, Pasquale ama giocare da mezzala, ma sa disimpegnarsi bene in tutti i ruoli del centrocampo, le sue doti principali sono la grande prestanza atletica e un piede vellutato con il quale è capace di tracciare traiettorie precise ed imprendibili; voluto in Prima Squadra da Luis Vinicio e gettato nella mischia da Mr. Del Frati, a neanche un mese e mezzo di distanza dal suo esordio può anche alzare al cielo il suo primo trofeo: infatti, il Napoli conquista la Coppa Italia, travolgendo per 4 a 0 il Verona di Valcareggi nella finale di Roma del 29 Giugno, che garantisce anche l’accesso dei partenopei alla Coppa delle Coppe.</p>
<p>Al termine di questa indimenticabile stagione, dove ha potuto allenarsi e confrontarsi costantemente con campioni come Beppe Savoldi e Tarcisio Burgnich, la società decide di mandarlo in prestito in Serie C, per farlo definitivamente maturare. A richiederlo insistentemente è la lucchese del d.s. Anconetani, che ha molta fiducia nelle potenzialità di Pasquale, il quale lo ripaga immediatamente fornendo fin da subito buone prestazioni, che lo portano ben presto alla ribalta delle cronache e alla convocazione nella Nazionale Under 19, dove incontra altri astri nascenti del calcio italiano come i fratelli Baresi e Di Gennaro.</p>
<p>Il Girone B vede trionfare la Pistoiese che taglia il traguardo con ben 8 lunghezze di vantaggio sul Parma, secondo classificato; tuttavia la lucchese è protagonista di un buon campionato e chiude, con 40 punti, al quarto posto a pari merito con il Pisa.</p>
<p>Una volta conclusa la stagione in rossonero, con all’attivo 18 presenze e una rete, Pasquale torna a Napoli dove trova alla guida tecnica Gianni Di Marzio, allenatore proveniente dal Catanzaro.</p>
<p>Durante la stagione, Pasquale non ha molte occasioni per poter dimostrare il suo valore; in campionato, dove gli azzurri chiudono con un buon sesto posto che garantisce l’accesso alla Coppa Uefa, riesce a racimolare soltanto 3 presenze; mentre viene utilizzato con più frequenza in Coppa Italia, dove i ragazzi di Di Marzio riescono ad arrivare sino alla finalissima dell’otto Giugno persa per 2 a 1 con l’Inter.</p>
<p>All’avvio della stagione 1978/79, passa all’Avellino, squadra che per la prima volta disputa il campionato di Serie A e città di origine del padre e dove Pasquale ha anche passato alcuni anni della sua infanzia.</p>
<p>L’obiettivo degli irpini è senza dubbio quello di raggiungere la salvezza e, per ottenerla, la società ha deciso di puntare su Mr. Rino Marchesi. L’inizio di stagione non dei più facili, nelle prime tre giornate arrivano tre sconfitte che fanno presagire il peggio; ma la vittoria sul Verona alla quarta giornata restituisce fiducia al gruppo, che raggranellando punticini ogni qualvolta sia possibile e vincendo negli scontri diretti, riesce a conquistare la permanenza nella massima serie con 26 punti.</p>
<p>Anche in questa stagione, Casale si è visto spesso chiuso da centrocampisti più esperti come Boscolo, Galasso e Lombardi, ma nelle dieci volte in cui è stato chiamato in causa ha sempre fornito buone prestazioni; come nello scontro diretto del 14 Aprile contro il Lanerossi Vicenza, vinto per 2 a 1, in cui è stato determinante nella realizzazione della prima rete.</p>
<p>Capace di distruggere e costruire gioco, di dettare passaggi smarcanti e andare alla conclusione, le sue qualità sono indiscutibili e non passano inosservate agli occhi del Mister dell’Under 21 Azeglio Vicini che lo convoca per la partita del 14 Giugno contro l’Ungheria.</p>
<p>Un altro allenatore ad aver messo gli occhi su di lui è Gennaro Rambone, in forze al Catania che milita nel Girone B della C1; anche se non troppo entusiasmato dall’idea di scendere di ben due categorie Pasquale approda in terra sicula, per quella che si rivelerà poi essere una scelta azzeccatissima…</p>
<p>Infatti, dopo un avvincente campionato, il Catania di Massimino conquista una storica promozione in Serie B, tagliando per primo il traguardo con 44 punti, seguito a due lunghezze dal Foggia, anch’esso promosso in cadetteria. In questo campionato Pasquale ha potuto finalmente mettere in mostra le sue doti tecniche ed agonistiche, risultando determinante per la promozione. La sua strepitosa stagione viene anche impreziosita dalla sua costante presenza nell’under 21 di categoria, della quale è Capitano, e dalla conquista del Guerin d’Oro, assegnatogli a fine stagione come miglior giocatore del Girone.</p>
<p>Nella stagione successiva, l’obiettivo salvezza viene centrato con Pasquale Casale ancora una volta sugli scudi; il Catania risulta essere la peggior difesa del campionato con 50 reti subite, ma le 38 reti realizzate, molte delle quali grazie alle idee e alle imbeccate di Pasquale, consentono ai rossoblu di chiudere al tredicesimo posto, con due punti di vantaggio sul Lanerossi Vicenza, ultima retrocessa.</p>
<p>In questi due anni Casale ha mostrato una costante crescita e il suo ottimo rendimento ha incuriosito molti addetti ai lavori; uno dei più interessati al suo cartellino è una sua vecchia conoscenza, uno dei primi a credere in lui: Romeo Anconetani.</p>
<p>Romeo si trova al timone del Pisa dal 1978 e, dopo aver centrato la promozione in serie B alla sua prima stagione da Presidente, da due anni guida il Pisa in cadetteria dove ha ottenuto un quattordicesimo e un settimo posto.</p>
<p>Ma Romeo non si accontenta ed ha in mente grandi progetti, per la precisione: la Serie A!</p>
<p>Lo dichiara ad inizio stagione, dopo aver cambiato la guida tecnica; infatti Lauro Toneatto è stato sostituito dal giovane Aldo Agroppi, reduce da un bel sesto posto in Serie B conquistato a Pescara e dopo aver rinforzato la rosa con gli arrivi del terzino Riva, dell’attaccante Bertoni, dell’ala Todesco, di Attilio Sorbi e di Pasquale Casale, centrocampista “factotum” per il quale Romeo spende più di tutti.</p>
<p>Nelle amichevoli pre-campionato, il Pisa batte prima la Roma con un secco 2 a 0 e poi l’Inter per 3 a 2 e anche se sono solo amichevoli questi risultati fanno immediatamente infiammare la piazza, che ripone sempre più fiducia nel suo condottiero e profeta: Romeo.</p>
<p>All’esordio in campionato scende in campo all’Arena proprio l’ex squadra del nuovo Mister, il Pescara. Nel primo tempo i biancazzurri riescono a controllare senza grandi affanni un Pisa lento ed impacciato, ma nella ripresa Agroppi inserisce Viganò al posto di Ciardelli e la squadra cambia volto. Dopo solo dieci minuti, Todesco si invola sulla fascia e serve al centro, Casale stoppa con freddezza il pallone e lo gira all’incrocio dei pali, facendo esplodere l’Arena e realizzando la prima rete stagionale. Neanche il tempo di battere e Casale restituisce immediatamente il favore, servendo in profondità il velocissimo Todesco che infila ancora una volta il portiere Pacchiarotti con un diagonale imprendibile, che porta il risultato sul 2 a 0. A questo punto il Pisa, visto anche il gran caldo, contiene la gara e allo scadere va ancora una volta in gol con Bertoni, per quello che sarà il definitivo 3 a 0.</p>
<p>Nella giornata successiva i nerazzurri escono battuti per 1 a 0 dal Bentegodi e malgrado la sconfitta potesse essere più pesante; infatti, uno strepitoso Buso ha più volte impedito agli scaligeri di arrotondare il risultato, nessuno fa drammi.</p>
<p>Il Pisa torna all’Arena e distrugge gli ex-compagni di Casale (il Catania) con un perentorio 5 a 1; ma a questa roboante vittoria seguono ben 7 pareggi consecutivi, dove spesso il Pisa soffre, viene rimontato e dimostra numerose incertezze. Il primo a fare le spese di questa piccola crisi di risultati è Sergio Buso che viene sostituito tra i pali dal ventitreenne Mannini; inoltre Romeo rinforza la rosa inserendo nel gruppo il libero Vianello e l’attaccante Birigozzi.</p>
<p>Nella trasferta di Perugia dell’undicesima giornata il Pisa torna a brillare e, grazie ad un Vianello magistrale in fase di chiusura, ad un Casale vivacissimo sulla corsia di sinistra e alle reti di Alessandro Bertoni e Bergamaschi, i nerazzurri si aggiudicano l’intera posta in palio.</p>
<p>Nella partita successiva, nonostante la buona prova dei ragazzi di Agroppi, la samp riesce ad espugnare l’Arena, con un 2 a 1 che lascia l’amaro in bocca ai tifosi pisani, comunque consapevoli di avere una buona squadra; le buone prove di Bergamaschi, Gozzoli, Todesco e Casale, autore ancora una volta di una rete spettacolare, fanno capire che la strada intrapresa è sicuramente quella giusta.</p>
<p>Nella trasferta di Palermo il Pisa sfiora il colpaccio, in vantaggio di due reti si fa rimontare nella ripresa a causa di due minuti di autentica follia; ma la prova collettiva dei nerazzurri è ancora una volta da incorniciare e a spiccare su tutti è ancora una volta lui, Pasqualino “Settebellezze”, che si prende un bel 9 in pagella, viene definito come il prim’attore di una grande compagnia e inizia a guadagnarsi spazi personali sulle cronache locali.</p>
<p>“Sono già cinque domeniche – dichiara ai giornali- che vado bene. Certo oggi ho giocato senz’altro la mia migliore partita. Lo sapevo che avrei avuto bisogno di un po’ di tempo per esprimermi al meglio. Peccato, oggi dovevamo vincere. Ci è andata male.”</p>
<p>Sette giorni più tardi il Pisa fa visita alla Lazio di D’Amico; alla fine del primo tempo il Pisa si trova sotto di due reti, ma stavolta saranno i nerazzurri a rimontare, grazie ad una veemente reazione, concretizzatasi con le reti di Sorbi e di Casale.</p>
<p>Pasqualino è ancora una volta il migliore in campo e a parlar chiaro è la sua pagella: E’ sempre una lepre, tant’è che De Nadai soffre le pene dell’inferno per stargli dietro. Rapido, fremente, sorretto da una forma smagliante. Calcia il rigore con freddezza, infilando sicuro l’angolo. 8.</p>
<p>Dopo due trasferte arrivano due incontri casalinghi dove il Pisa batte prima le rondinelle bresciane per 2 a 1, dopodiché annienta il Lecce con un secco 3 a 0, dove a stagliarsi su tutti è ancora una volta Casale, diventato ormai l’autentico leader e trascinatore di questa squadra. Corre, lotta, imposta, suggerisce e segna ben 2 reti entrambe di pregevole fattura. Il Tirreno titola: ”Pasqualino Casale maragià di Pisa”.</p>
<p>Un bel punto conquistato con grinta e determinazione sul capo di Ferrara e poi di nuovo una stupenda vittoria, stavolta contro gli arancioni della Pistoiese, grazie ad un Todesco incontenibile autore di due reti.</p>
<p>Manca una sola giornata alla fine del girone d’andata e i nerazzurri si trovano al secondo posto, la piazza inizia a surriscaldarsi e a credere che l’ennesima profezia di Romeo possa di nuovo avverarsi e ben 5000 tifosi seguono Agroppi e i suoi ragazzi nella trasferta di Reggio Emilia.</p>
<p>Il Pisa risponde alla passione e al cuore dei suoi tifosi disputando la più bella partita esterna della stagione e portando via da Reggio due punti preziosissimi, che consentono di continuare la marcia verso la Serie A.</p>
<p>Il girone di ritorno si apre con un’altra importantissima vittoria esterna, che proietta i nerazzurri in testa alla classifica a pari merito con il Varese e Agroppi si affretta a gettare acqua sul fuoco nel tentativo di placare facili e deleteri entusiasmi dichiarando: ”Non illudiamoci, il campionato è ancora lungo.”</p>
<p>Dalla seconda alla sesta giornata, un’altra crisi di “pareggite” acuta affligge la squadra di Romeo, che dimostra comunque una grande solidità difensiva con il giovane Mannini in costante crescita; inoltre, muovendo costantemente la classifica, si mantiene stabilmente nelle prime posizioni.</p>
<p>Nella settimana che porta alla partita interna con la Cavese, una maga predice l’ennesimo pareggio. Il Pisa non è al top della forma e il primo tempo, povero di spunti e di incisività, ne è la prova; all’avvio della ripresa le occasioni clamorosamente fallite da Casale e Bertoni fanno pensare che la maga possa aver fatto anche qualcosa di più di una semplice previsione. Ma al decimo minuto Casale fa crollare anche gli esoterismi correggendo in rete una rovesciata di Bertoni e l’Arena esplode in un boato di liberazione.</p>
<p>Casale batte la maga titola Il Tirreno e lui stesso dichiara: ”Quella profezia mi aveva fatto stare in pena tutta la settimana……volevo la rete in tutte le maniere, per la squadra, per mio padre che oggi era allo stadio, per i tifosi.”</p>
<p>A fine partita Pasquale si reca negli spogliatoi dei suoi conterranei, per scusarsi del brutto scherzo che gli ha tirato e inoltre rimedia un passaggio fino a casa per sé e suo padre sul pulmann degli ospiti.</p>
<p>La marcia continua, il gruppo è affiatato e segue i dettami tattici dell’allenatore, il traguardo sembra più che mai raggiungibile e con il “Treno del Sud” (questo è il nuovo soprannome affibbiato dai tifosi a Casale) in queste condizioni di forma strepitosa potrebbe diventare realtà.</p>
<p>Pasquale è protagonista di un’altra prova magistrale nel 2 a 2 interno con il Perugia, dove realizza una doppietta e dove è indiscutibilmente il migliore in campo.</p>
<p>Segna ancora due reti quindici giorni più tardi, nel 3 a 1 con cui i nerazzurri liquidano il Palermo in un’Arena gremita come non mai, che ha fatto registrare il record d’incasso. Il Paradiso sembra davvero ad un passo e Agroppi dichiara, a fine partita, che saranno necessari altri 8 punti nelle restanti 6 partite per avere la matematica certezza.</p>
<p>Il primo arriva sette giorni più tardi nella gara interna contro i biancocelesti della Lazio, dove a segnare, ribadendo in rete una palla vacante in area e a stagliarsi su tutti, insieme a Garuti e Riva, è sempre lui, ancora una volta Pasquale Casale, autentico mattatore del campionato nerazzurro.</p>
<p>Quindi due 0 a 0 esterni con Brescia e Lecce, maturati all’insegna della prudenza assoluta e la vittoria interna contro la Spal, sofferta, cercata, voluta con piglio e determinazione che porta il Pisa con un piede in Serie A. Nel dopo partita Agroppi dichiara di volere altri quattro punti nelle restanti due partite, mentre un lapidario Romeo dichiara: “Ormai siamo promossi!”</p>
<p>Un Pisa freddo e calcolatore porta via un preziosissimo punto da Pistoia alla penultima di campionato.</p>
<p>Novanta minuti, mancano solo novanta minuti e Pisa potrà finalmente tornare ad urlare quel grido che è rimasto strozzato in gola per ben 13 anni: Serie A!</p>
<p>Un pubblico festante e trepidante accompagna i nerazzurri per tutta la partita; la Reggiana, oggi di scena all’Arena, si accontenta del punto e la partita scivola via senza sussulti, ma al momento del triplice fischio dell’arbitro Lo Bello la città esplode in una gioia incontenibile che dallo Stadio si riversa in tutta la città in un baleno.</p>
<p>Il ritrovo è fissato in Piazza dei Miracoli un’ora dopo la fine della partita, Romeo arriva a bordo di una Jeep facendosi largo fra la folla grazie a due moto della polizia che cercano di avanzare a sirene spiegate. Sale insieme a Donati, Capitan Gozzoli ed Agroppi in cima alla Torre, dalla quale vengono calate tre bandiere: una tricolore, una nerazzurra e una rossocrociata.</p>
<p>Quindi scende e come suo solito arringa la folla, ringraziando tutti, in primis i tifosi, dicendo che si sarebbe messo immediatamente al lavoro per la Serie A e dando appuntamento per l’anno successivo per festeggiare di nuovo. La festa si protrae fino al mattino con interminabili caroselli che coinvolgono tutta la città e la provincia, un vero tripudio, una gioia infinita per festeggiare il ritorno dei nerazzurri nel calcio che conta.</p>
<p>Il bilancio di fine stagione è veramente ottimo: secondo posto a pari merito con la sampdoria con 47 punti, solo 3 sconfitte in 38 incontri e la seconda miglior difesa del campionato con solo 26 reti subite. Capitan Gozzoli ha guidato in modo magistrale il centrocampo per tutta la stagione, Secondini, Garuti e Vianello si sono dimostrati quasi sempre insormontabili; il giovane Mannini è cresciuto di partita in partita diventando sempre più determinante e sicuro, mentre Bergamaschi con i suoi dribbling ubriacanti, Todesco con la sua velocità e Bertoni con la sua rapidità in area, hanno reso la vita difficile a tutti i difensori che hanno incontrato sul loro cammino. Ma l’uomo in più, la punta di diamante, il pezzo da novanta di questa stagione è stato senza dubbio Pasquale Casale: dinamico, grintoso, mai domo e autore di ben 15 reti (record per un centrocampista in Serie B), è stato il vero trascinatore dei nerazzurri verso la promozione.</p>
<p>La prima grande novità della nuova stagione è il cambio di guida tecnica: Agroppi viene sostituito da Luis Vinicio, allenatore proveniente dall’Avellino che Casale conosce molto bene; la rosa viene rinforzata con il ritorno di Occhipinti dal Como, l’arrivo di Ugolotti dalla Roma e l’acquisto di due stranieri, il danese Berggreen e l’uruguayano Caraballo.</p>
<p>Dopo aver raccolto un buon punto sul campo di Cesena alla prima giornata, il Pisa debutta fra le mure amiche sfidando il Napoli di Krol e Diaz. L’Arena è gremita e sospinge i nerazzurri, al 29′ Bruscolotti svirgola la palla che viene raccolta da Casale…dribbla Celestini…si allarga sulla sinistra e lascia partire un tiro imprendibile che trafigge Castellini, realizzando per il secondo anno consecutivo la prima rete stagionale. Le due squadre vanno al riposo sul 1 a 0 e nel secondo tempo la musica non cambia: il Pisa imbriglia il Napoli e a venti minuti dalla fine riesce anche a raddoppiare, ancora una volta con Casale che realizza il rigore decretato per l’atterramento di Todesco. A otto minuti dalla fine, Vinicio concede la standing ovation a Pasqualino Settebellezze che viene rilevato da Caraballo al suo esordio assoluto in Italia.</p>
<p>Come accaduto nella scorsa stagione, Casale ha ancora una volta affondato i suoi conterranei e stavolta proprio nel giorno di San Gennaro; per i nerazzurri è stato un vero trionfo, autori di un’ottima partita dove, oltre a Casale, si sono particolarmente distinti Sorbi, dinamico e preciso, Occhipinti, autentico uomo ovunque e Klaus Berggreen, agile, scattante e sempre pericoloso.</p>
<p>Il pareggio di Ascoli (2-2) e la vittoria interna contro i blucerchiati (3-2), che vede il danese Berggreen realizzare una doppietta, portano il Pisa in vetta alla classifica e costringono la rosea Gazzetta ad occuparsi dei nerazzurri, titolando: “Pisa, mai così in alto. La Samp priva dei suoi stranieri Francis e Brady si deve arrendere ai toscani trascinati da Berggreen.”</p>
<p>Ancora un bel punto esterno conquistato in quel di Cagliari con ancora Berggreen goleador e poi arriva la prima sconfitta della stagione, subita dal Verona che riesce ad espugnare l’Arena grazie ad una rete di Penzo. Ma nessuno si scompone, anzi, arrivano i complimenti del Presidentissimo che a fine partita dichiara: “Nerazzurri bravi, si sono battuti con coraggio”.</p>
<p>A questo punto i ragazzi di Vinicio hanno davanti a loro un vero e proprio ciclo di ferro, in tre settimane dovranno affrontare rispettivamente Inter, Roma e Juventus. Con l’Inter di Altobelli e Beccalossi, il Pisa domina in lungo e in largo, con un Casale in grande spolvero e con un Berggreen ancora una volta in veste di bomber, pronto a ribadire in rete una corta respinta di Bordon; ma, nell’unica svista difensiva della giornata, i milanesi riescono a pareggiare con Bagni, portando a casa un insperato ed immeritato pareggio. Nelle altre due sfide, entrambe giocate in trasferta, il Pisa non raccoglie punti, ma disputa due ottime gare, mettendo spesso in crisi, con la sua dinamicità e i suoi rapidi rovesciamenti di fronte, le due armate del campionato.</p>
<p>Un Pisa rabbioso e determinato tenta di tornare alla vittoria nel match successivo, ma la difesa del Catanzaro riesce a resistere alle continue incursioni e al forcing costante dei Nerazzurri, che raccolgono comunque molti elogi, fra cui anche quelli del capitano giallorosso Santarini: “La squadra di Vinicio è la migliore che abbiamo incontrato fino ad oggi”.</p>
<p>Sette giorni più tardi arriva un altro pareggio che lascia l’amaro in bocca: sul campo di Udine, il Pisa impressiona per la mole di gioco creata, con Casale e Sorbi autentici padroni del campo, ma dopo essere passati in vantaggio, vengono raggiunti grazie ad una magistrale punizione di Surjak, che trafigge un incolpevole Mannini con un’autentica cannonata. In ogni caso le prestazioni sono ottime e stavolta a tessere le lodi dei ragazzi di Vinicio è Romeo che dichiara: “E’ inutile, siamo bravi!”</p>
<p>In ogni caso, malgrado l’ottima organizzazione di gioco e le buone individualità dimostrate, la classifica inizia a farsi pericolosa e la vittoria nel prossimo match, che si disputerà all’Arena contro l’Avellino, dovrà essere conquistata ad ogni costo.</p>
<p>La molta pioggia caduta in settimana ha reso il campo dell’Arena una vera palude e i giocatori sguazzano nel fango e l’inaugurazione della nuova copertura della tribuna non poteva essere più opportuna. Nel primo tempo Casale e i suoi compagni non riescono a scardinare la difesa irpina, ma al 16′ della ripresa Sorbi imbecca Garuti su calcio piazzato, il potente difensore stacca di testa e trafigge il giovane Tacconi, riscaldando un’infreddolita Arena; il Pisa non si accontenta e continua a spingere, arrivando al raddoppio alla mezz’ora con Berggreen, servito ancora una volta da Sorbi, per il definitivo 2 a 0 che sancisce il ritorno alla vittoria dei nerazzurri dopo otto giornate.</p>
<p>Il finale del girone di andata non porta né gioie, né punti, giungono infatti tre sconfitte subite rispettivamente da Genoa, Torino e fiorentina.</p>
<p>La serie negativa viene interrotta alla prima di ritorno, contro il Cesena, dove un Pisa nervoso e contratto riesce comunque a portare a casa la vittoria in una partita scialba, grazie ad un acuto di Klaus Berggreen; altri due punti importantissimi giungono due settimane più tardi contro l’Ascoli, dove a regalare la vittoria è un “sinistraccio” di Riva che sorprende il portiere Brini a cinque minuti dal termine.</p>
<p>Nella tre partite successive il Pisa raccoglie un solo punto contro il Cagliari, la squadra sembra fuori forma e gli acciacchi di alcune delle pedine più importanti limitano notevolmente la brillantezza di gioco dimostrata ad inizio stagione; inoltre, anche la sfortuna sembra essersi accanita contro i nerazzurri ed i tre pali colpiti a Verona nella partita persa per 2 a 1 ne sono l’emblema. Nonostante questo la squadra rimane fiduciosa ed il primo ad infondere ottimismo è proprio Romeo: “Purtroppo ci perseguita la sfortuna. La classifica è la nostra nemica più spietata. Diciassette punti sono pochi…penso che questo Pisa possa rifarsi prestissimo, almeno che non intervengano di nuovo folletti maligni”. Vinicio lo segue a ruota: “La reazione c’è stata ed è stata vibrante. Questo fa ben sperare. Faremo quattro punti nelle prossime tre partite.”</p>
<p>Sarà un’impresa veramente ardua visto che nelle prossime tre partite Vinicio e i suoi ragazzi dovranno vedersela di nuovo con le prime della classe: Inter, Roma e Juventus.</p>
<p>Il 6 Marzo il Pisa si reca in quel di Milano per affrontare l’Inter e fin dalle prime battute dimostra di aver ritrovato la condizione, imbrigliando i padroni di casa e costringendoli costantemente sulla difensiva. Nel primo tempo Sorbi e Berggreen sfiorano la rete; nel secondo, l’uscita del libero Bini destabilizza ulteriormente la difesa dell’Inter, che è costretta a capitolare a venti minuti dalla fine, quando Casale, servito da Todesco, gira a rete e trafigge Bordon, grazie anche alla deviazione di Marini. Il Pisa è padrone del campo e sul finale di partita sfiora per un paio di volte il raddoppio, al momento del triplice fischio di chiusura, l’esplosione di gioia dei ragazzi di Vinicio e dei tremila tifosi giunti a San Siro da Pisa è incontenibile, consci di aver compiuto una vera e propria impresa che rimarrà scolpita nella storia. Nel post partita un raggiante Vinicio dichiara: “Il Pisa è vivo e sa ruggire!”.</p>
<p>Una settimana dopo un’Arena debordante di pubblico accoglie la Roma di Liedholm, che cinica e spietata piega un Pisa battagliero e volenteroso con le reti di Falcao e Di Bartolomei, lasciando Casale e i suoi compagni a 19 punti, al terzultimo posto in compagnia del Napoli.</p>
<p>E’ il turno della Juventus di Platini e Boniek; l’afflusso allo stadio inizia sin dalle prime ore del mattino e al fischio d’inizio l’Arena è ancora una volta stracolma e bramosa di punti. Il Pisa fa il diavolo a quattro chiudendo ogni varco possibile e ripartendo con velocità, Massimi respira per tutta la partita sul collo di Platini, annullando il francese; Berggreen, Occhipinti e Casale si rendono protagonisti di una partita all’insegna della generosità, ripiegando costantemente in difesa, senza però rinunciare mai a proporsi in fase offensiva. La vecchia Signora, disorientata e spiazzata da cotanto dinamismo, non riesce a combinare niente di buono e alla fine il Pisa strappa un meritatissimo e pesantissimo punto. Romeo nel dopo partita dichiara: “Visto? Siamo più forti dell’Aston Villa!”, caduta pochi giorni prima sotto i colpi dell’armata bianconera.</p>
<p>Sull’onda dell’euforia e della ritrovata condizione atletica il Pisa si presenta a Catanzaro, dove domina per tutti i novanta minuti e va per due volte a segno: prima con Mariani e poi con Casale che deposita in rete a porta sguarnita dopo un velo di Birigozzi, portando sotto la Torre due punti importantissimi per la salvezza. Due punti in tre partite sono il viatico con cui il Pisa si presenta a Torino per affrontare i Granata, la salvezza è veramente ad un passo, ma non è possibile commettere errori, mancano solo due giornate.</p>
<p>A sostenere i nerazzurri arrivano ben 5000 tifosi da Pisa. Il primo tempo vede le due squadre studiarsi, senza regalare mai vere e proprie emozioni al pubblico; nella ripresa un Torino scriteriato lascia molto campo al Pisa, che cinico e spietato, approfitta della situazione. Siamo al 59′, Casale ruba palla a Dossena e innesca Todesco sulla fascia destra, il biondo attaccante nerazzurro si invola verso la porta, Terraneo tenta l’uscita alla disperata, ma viene superato da un pregevole pallonetto, che porta in vantaggio i nerazzurri e fa esplodere la gioia dei 5000, fra i quali si trova anche Romeo.</p>
<p>Dieci minuti più tardi è ancora Pasqualino Settebellezze a creare scompiglio nella difesa granata, avanzando fino alla linea di fondo per poi toccare indietro per l’accorrente Sorbi che al volo infila Terraneo per la seconda volta; nella curva nerazzurra è il tripudio, Romeo accusa un piccolo malore si accascia al suolo, ma in men che non si dica torna in piedi, pronto a continuare a sostenere la sua squadra come il più sfegatato degli ultrà.</p>
<p>Ormai il Torino è in balia del Pisa e nei venti minuti che restano rischia più volte l’imbarcata; quando Agnolin decreta la fine delle ostilità la sentenza è definitiva, inappellabile: il Pisa di Romeo è salvo!</p>
<p>La gioia sugli spalti ed in campo è incontenibile, negli spogliatoi si brinda a champagne e per tutti i protagonisti ci sono baci ed abbracci, Vianello urla: “Stasera non dormo!”, nel frattempo Casale si rende conto di essersi infortunato alla tibia durante le esultanze, ma poco importa; Vinicio entra negli spogliatoi e grida: “Adesso ragazzi tutti in ritiro!”, scatenando le risa dell’intera squadra. Arriva anche Romeo e viene accolto come un vero eroe, chiede di avere accanto a sé Vinicio e prepara il libretto degli assegni, ne stacca uno da 370 milioni e lo consegna all’allenatore, comunicando così di fatto alla squadra che il premio salvezza è stato raddoppiato!</p>
<p>La festa continua a Pisa e la partita che chiude la stagione, contro la Fiorentina, è solo una meritatissima passerella per i protagonisti di questa magnifica ed indimenticabile annata, di cui Romeo è l’indiscusso artefice.</p>
<p>Per Pasquale è stata ancora una volta un’annata da incorniciare, autore di 5 reti e autentico punto di riferimento della squadra, per lui sono arrivate anche tre convocazioni nell’under 21 di Vicini dove ha realizzato anche una rete, nella gara contro la Romania del 27 Ottobre.</p>
<p>Durante l’estate Ferlaino bussa alla porta di Romeo e apre la trattativa che di lì a poco riporta Pasquale all’ombra del Vesuvio, dove disputa una buona stagione e, coadiuvato da Dirceu, Palanca e Krol, raggiunge un’altra meritata salvezza. Nella stagione successiva, con l’arrivo del Pibe de Oro e di molti altri centrocampisti come De vecchi e Bagni, Casale si vede chiuso e si trasferisce all’Avellino.</p>
<p>Ma anche qui finisce col trovare poco spazio, a causa della presenza di forti centrocampisti come Colomba e Tagliaferri e dell’esplosione di Nando De Napoli e finisce col racimolare solo 14 presenze, nel campionato che vede l’Avellino salvarsi sul filo di lana.</p>
<p>Decide quindi di cambiare nuovamente casacca e si accorda con il Cagliari, società di Serie B che punta decisamente alla promozione. Ma malgrado i proclami di inizio stagione e l’allestimento di un rosa forte, i problemi occorsi alla società sarda durante l’annata finiscono con l’inficiare gravemente il campionato ed i rossoblu arrivano addirittura a sfiorare la retrocessione, salvandosi solo nelle ultime giornate.</p>
<p>All’avvio della stagione 1986/87, Luis Vinicio approda ad Avellino e richiama con sé Casale, che in tutta fretta lascia la Sardegna pronto a disputare un’altra stagione di Serie A. Vinicio compie un altro miracolo e porta gli irpini fino all’ottavo posto, a soli cinque punti dalla zona Uefa, conquistando con larghissimo anticipo la salvezza. Ma nonostante la gioia per un campionato magnifico, per Casale, le occasioni di scendere in campo sono state veramente poche e oltretutto il rinnovo di contratto sembra non arrivare.</p>
<p>Accetta quindi, forse un po’ troppo frettolosamente, il contratto propostogli dal Sorrento che milita in C2, con i quali disputa l’intero campionato chiuso al quinto posto.</p>
<p>La stagione 1987/88 vede Pasquale cambiare ancora una volta maglia, giunge al Benevento dove con un manipolo di ragazzini riesce a salvare i giallorossi, che verranno poi retrocessi a fine stagione per inadempienze finanziarie.</p>
<p>Nella stagione successiva viene tesserato dall’Ischia Isolaverde ed in quella che sarà la sua ultima stagione da calciatore giunge purtroppo anche la retrocessione in C2 dei gialloblu.</p>
<p>Non appena dismessi i panni di calciatore, Pasquale indossa quelli di allenatore iniziando proprio dalla società con cui aveva concluso: l’Ischia Isolaverde. Allena gli isolani per tre stagioni, dopodiché passa all’Avellino dove ottiene un dodicesimo posto nel campionato di C1. Quindi un anno a Castellammare dove migliora il suo ranking piazzandosi al sesto posto e una stagione a Catania conclusasi con il decimo posto in graduatoria (C1). Ancora un anno di C1 nel 1999/00 con l’Andria, salva solo dopo i play-out, quindi le esperienze con Cavese, Gela e Nocerina.</p>
<p>Attualmente Pasquale scrive di calcio e chissà se è in cerca di una squadra, in ogni caso i due anni passati a Pisa sono stati per lui i migliori della sua carriera e qui verrà sempre ricordato come colui che guidò in nerazzurri alla storica promozione del ’81/82, come Pasqualino Settebellezze, come il Treno del Sud; 68 presenze e 20 reti sono il suo bottino in nerazzurro, ma i numeri contano poco, quello che conta sono i ricordi, le sensazioni, le emozioni e quelle che ci ha lasciato Pasquale sono senza dubbio magnifiche ed è per questo che Pasquale Casale è sicuramente Un Nerazzurro da Raccontare.</p>
<p><strong>Senio Calvetti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il City ha più aspettative, Napoli approfittane</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:20:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il City ha più aspettative, Napoli approfittane!”<br />
C’è la partita con il Manchester City che affolla i pensieri dei napoletani, dopo la gara con la Lazio la città si è proiettata alla grande notte contro i britannici. L’andata ha riservato un’emozione unica, quella di aver imbrigliato i campionissimi alla corte di Mancini. Però, nonostante il fascino della gara da cui dipende il cammino Champions del Napoli, c’è anche un pari amaro con la Lazio da analizzare. Una partita che doveva rilanciare la squadra in campionato, contro la squadra di Reja capolista che, però, al San Paolo non ha dimostrato di essere tale restando per tutto il secondo tempo alla mercé della furia partenopea.</p>
<p><span id="more-534"></span>Un Napoli scialbo e inconsistente nel primo tempo, arrembante e impetuoso nella ripresa, atteggiamenti diversi, mister Pasquale Casale se lo spiega così: “A mio avviso l’ombra del Manchester City è stata presente anche nella partita contro la Lazio, quando nel primo tempo la squadra è parsa un po’ abulica e timorosa, ma questo è stato figlio anche dell’atteggiamento che ha impostato Reja, poi nella ripresa c’è stata la furia del Napoli ma non si è riusciti a capitalizzare le occasioni prodotte. Diciamo che è stato il solito Napoli pre-Champions, perché gli azzurri quando giocano con la mente sgombra, risultano determinati, concentrati e  pericolosi, e il fatto che contro i biancocelesti solo nel secondo tempo la squadra abbia espresso il proprio potenziale e giocato con la mentalità giusta, certifica la tesi che il pensiero del Manchester era presente”. I lord inglesi hanno distratto il Napoli, questo sostiene Casale, una partita dall’indiscutibile fascino quella contro gli uomini di Mancini, ma che gli azzurri possono affrontare con la consapevolezza di aver già fatto un’egregia figura in un girone di ferro e che devono essere solo allettati dalla possibilità di imbrigliare ancora una volta i Citizens. Un modo per disinnescare la tensione, che volteggia inesorabile per un grande appuntamento: “Dico che il Napoli da questa partita può trarre solo incoraggiamento e slancio, perché sono i Citizens ad avere più pressioni in quanto, con le aspettative che hanno intorno, hanno quasi l’obbligo di vincere e superare il turno. Il Napoli, invece, ha già fatto una figura dignitosa in Europa e, quand’anche non riuscisse a prevalere contro i britannici, comunque si uscirebbe a testa alta da una competizione prestigiosa e da un girone proibitivo. Proprio il fatto di non giocare sotto il peso delle pressioni, può favorire gli azzurri e far sì che si possano esprimere al meglio e, sappiamo bene che quando il Napoli gioca al massimo delle due potenzialità, può provocare affanni a chiunque, anche ad una squadra che sta mettendo a ferro e fuoco la Premier League. E poi questo può dare una carica in campionato, perché con un successo l’entusiasmo farebbe volare le gambe della squadra, mentre un eventuale sconfitte, potrebbe vellicare la voglia di riscattarsi e di mettersi alle spalle un insuccesso. Certo sarebbe un peccato se il Napoli non si qualificasse, l’amarezza sarebbe figlia dell’illusione affiorata dopo i primi risultati positivi che hanno collocato la squadra in una posizione favorevole e che fa sì che ci si possa giocare il passaggio del turno davanti ai propri tifosi”. Intanto c’è un campionato a cui prestare sempre la massima attenzione, il cammino per ora è stato altalenante perché, come già è emerso, la Champions è come se avesse prosciugato gli uomini di Mazzarri prima di ogni impegno. Ma la situazione non è affatto disastrosa e le varie antagoniste per il vertice, devono tenere sempre in considerazione gli azzurri: “In campionato, nonostante si siano persi punti importanti, nulla è compromesso, il cammino è ancora lungo, e se gli impegni Champions non zavorrano la squadra, si può recuperare il terreno perduto. Torno a ripetere che non bisogna trascurare il cammino in campionato perché tra poco si può entrare nella fase cruciale, e non ci può far trovare impreparati, gettare altri punti tarperebbe definitivamente le ali, contro Atalanta e Juventus si potrebbero avere delle indicazioni più precise in partire delicate quanto decisive”. Finora  le riflessioni di Casale sono state oggetto di forti discussioni, le perplessità qualcuno le ha espresse in modo irriguardoso, quando il confronto dovrebbe portare solo a un arricchimento, del resto le posizioni di chi è in questo mondo da tempo devono essere rispettate senza che qualcuno si rizeli in modo pretestuoso: “Le mie riflessioni non sono mai viziate da vicende personali, capisco che possano indisporre qualcuno che magari ritiene di sciorinare un lessico<br />
impeccabile, quando in realtà non è un delitto vedere le proprie posizioni sbugiardate dai fatti. Il calcio è bello anche per questo, quando i fatti dicono il contrario di quello che si è espresso, non serve a niente esasperare gli animi, qualcuno questo non l’ha capito, ed è un atteggiamento che fa male al calcio. I toni si devono abbassare per far prevalere le riflessioni figlie di ragionamenti accurati e di una competenza del settore scevra da condizionamenti personali”.<br />
Maurizio Longhi Psquale Casale 28 novembre</p>
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		<title>E’ una partita sentitissima, l’approccio sarà quello giusto</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“E’ una partita sentitissima, l’approccio sarà quello giusto” Pasquale Casale è convinto che il Napoli affronterà la Juve con l’atteggiamento ideale, ma fa una premessa: “Senza frenesia” Una settimana che è stata scandita dalle emozioni più disparate, prima la gloria più bella, quella più attesa, figlia dell’ebbrezza per aver battuto il Manchester City e aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“E’ una partita sentitissima, l’approccio sarà quello giusto”<br />
Pasquale Casale è convinto che il Napoli affronterà la Juve con l’atteggiamento ideale, ma fa una premessa: “Senza frenesia”<br />
Una settimana che è stata scandita dalle emozioni più disparate, prima la gloria più bella, quella più attesa, figlia dell’ebbrezza per aver battuto il Manchester City e aver messo una seria ipoteca sulla qualificazione agli ottavi. Poi la paura, quella di cedere a Bergamo, per il rotto della cuffia è stata evitata una doccia gelata che avrebbe anche raffreddato l’entusiasmo per la grande impresa contro gli inglesi. Dopo la paura, quindi, c’è stato il sollievo, per aver scongiurato un rischio che si stava per materializzare, per aver dissipato quelle ombre che si stavano addensando, per aver conferito una carica per la sfida contro la Juventus.</p>
<p><span id="more-532"></span>E proprio sull’attesissima sfida contro i bianconeri, che viaggiano al comando della classifica, mister Pasquale Casale, dice la sua: “A mio avviso il Napoli non sbaglierà l’atteggiamento, anche perché è una partita ancora più sentita di quella contro il Manchester. Tutti sappiamo quanto i tifosi tengano a questa sfida, e non prevedo un approccio sbagliato da parte degli uomini di Mazzarri, in realtà bisognerà vedere come approcceranno alla sfida i bianconeri e da cosa saranno animati, se dalla fame di vincere per allungare e consolidare il primato o per accontentarsi anche di un pari e tenere il Napoli a debita distanza. Quante volte abbiamo visto, come succede nei play off, che la squadra che aveva due risultati su tre, è stata eliminata, sono cose cicliche nel calcio, quindi, sarà importante vedere l’atteggiamento soprattutto della Juventus, perché sono convinto che quello del Napoli a livello di tensione e concentrazione, sarà al punto giusto. Al Napoli la partita l’ha persa Mancini sbagliando completamente partita, da come si intuisce quando un allenatore sbaglia serata. Entrano in gioco tre fattori che vanno dalla formazione che si schiera, la strategia che si mette in atto e l’approccio. Mi pare che Mancini abbia sbagliato tutte e tre le mosse, e l’aria che si respira intorno a questa partita mi fa sperare che Mazzarri contro la Juve tenga in considerazione i tre elementi ottimizzandoli nella maniera migliore”. Fiducia per come il Napoli affronterà la sfida contro una Vecchia Signora che ha riacquistato l’autorevolezza incrinata negli ultimi anni e certificata da una solidità che le sta permettendo di primeggiare. La Juventus ha giocatori sugli scudi dall’inizio del campionato, tra questi spiccano i nomi di Pirlo e Pepe, il primo ertosi a leader indiscusso, il secondo si sta rivelando decisivo mettendo la propria firma su grandi imprese, l’ultima quella dell’Olimpico contro la Lazio. Casale individua degli accorgimenti per disinnescare, o meglio inaridire la fonte di gioco bianconera: “Vorrei dire delle cose su Inler, comunque se non dovesse giocare, schiererei Zuniga su Pirlo, non dimentichiamo che il colombiano ha giocato come terzino e conosce bene le fasi di contenimento. Schierarlo su un uomo, può essere una chiave decisiva per le sorti del match. Tornando ad Inler, dico che contro il Manchester, si è sacrificato tantissimo svolgendo delle funzioni che non rientrano nelle sue caratteristiche. Non è un caso che sia scoppiato e abbia accusato quel malanno alla schiena, del resto non gli si può chiedere di fare sempre quel lavoro, rischierebbe di restare in ombra in tutte le partite. Comunque se la Juve si dovesse scoprire, il Napoli sugli spazi potrebbe essere devastante, e ci vorrà un tridente spietato ed esplosivo per piegare la squadra di Conte”. Ma, dalle parole di Casale, traspare anche un’altra convinzione suffragata da ciò che è emerso nelle ultime sfide, specialmente quella di Bergamo: “L’errore che sta facendo il Napoli è quello di pensare troppo ai big match, finendo per fornire super prestazioni contro le grandi squadre per poi altre sottotono in sfide che in campionato, hanno la stessa posta in palio di partite in cui affronti le big. I titolarissimi sono indispensabili per questo Napoli, a Bergamo ad esempio, quando sono entrati Lavezzi e Maggio, la squadra ha mostrato maggiore verve, non dico che il turnover non si debba fare, ma è un controsenso dire che i giocatori dopo tre giornate devono riposare, mentre ci sono Hamsik e Cavani, ma anche altri, che stanno cantando e portando la croce da tantissime partite. A Bergamo, il Napoli è stato padrone del campo per un venti minuti, poi l’Atalanta è venuta fuori insidiando gli azzurri e passando in vantaggio salvo poi subire la beffa finale da Cavani. Anche Colantuono ha peccato d’inesperienza, effettuando quei cambi a pochi minuti dal termine che hanno deconcentrato la squadra e c’è stata poi l’amnesia finale che ha favorito gli azzurri”. L’analisi si è concentrata sulla settimana del Napoli e anche sulla prossima partita contro la Juve, tanto avversata dai napoletani e che negli ultimi anni è stata sempre annichilita a Fuorigrotta. Un’ultima postilla proprio sulla gara con i bianconeri: “Non c’è dubbio che gli azzurri debbano lottare per i tre punti, ma è importante anche non commettere lo stesso errore che con il Parma è costato la partita, ciò quello di cercare in modo scriteriato la vittoria per poi soccombere. Al Napoli deve premere l’urgenza di ghermire il terzo posto per poi pensare a qualcosa di più grande, ma vista la situazione che si è creata, meglio procedere per gradi”. Tra suggerimenti, osservazioni, valutazioni, mister Casale ha espresso il suo pensiero, è sicuro che con la Juve l’atteggiamento del Napoli sarà quello giusto, ma che non bisognerà commettere l’errore di cercare con frenesia la vittoria pena il rischio di essere punito, fermo restando che serve assolutamente un successo per rilanciarsi in campionato e placare una Vecchia Signora inebriata dall’attuale leadership.<br />
Maurizio Longhi Pasquale casale 22 novembre 2011</p>
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		<title>C’è la Lazio prima di tutto, una follia pensare ad altro”</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 13:48:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Napoli 14 novembre 2011 L’analisi di mister Casale non ammette false interpretazioni, il Napoli non deve farsi distrarre dal Manchester, priorità alla sfida con i biancocelesti Il campionato sta per ritornare, il Napoli manca dal rettangolo di gioco da due settimane, in mezzo ci sono state le polemiche per il rinvio della gara al San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli 14 novembre 2011</p>
<p>L’analisi di mister Casale non ammette false interpretazioni, il Napoli non deve farsi distrarre dal Manchester, priorità alla sfida con i biancocelesti</p>
<p>Il campionato sta per ritornare, il Napoli manca dal rettangolo di gioco da due settimane, in mezzo ci sono state le polemiche per il rinvio della gara al San Paolo contro la Juventus e la sosta per le Nazionali. Un Napoli che è atteso da una settimana di fuoco, tra campionato e Champions, si parte sabato  sera con la Lazio al San Paolo e poi, sempre a Fuorigrotta, arriverà il Manchester City per la grande sfida nella quale si deciderà il passaggio del turno.</p>
<p><span id="more-525"></span>Il primo impegno per il Napoli che deve riscattarsi da due sconfitte è quello contro una Lazio che detiene il primato del campionato, ma è possibile che i riflettori europei distraggano la squadra fuorviandola in campionato? Lo chiediamo a mister Pasquale Casale che, sull’argomento, si accalora e non vuole sentire obiezioni: “<em>Ma siamo pazzi? Pensare alla partita con il Manchester City? E’ una follia! La partita più importante del Napoli al momento è quella di sabato sera con la Lazio, è una sfida decisiva, non solo perché si affronta una squadra che è al comando del campionato e che, tra l’altro, giudico fortissima. È una squadra che il Napoli ha sempre sofferto, anche perché c’è un Reja capace di imbrigliare gli azzurri, l’ha fatto anche lo scorso anno quando è venuto al San Paolo in quella famosa partita che ha visto il Napoli prevalere dopo tanti emozioni ma anche affanni. Non oso immaginare cosa potrà succedere all’ambiente se non si dovesse vincere, anche un pari potrebbe non soddisfare, figuriamoci se arrivasse una caduta. Per questo, dico che la partita con il Manchester deve essere addirittura l’ultimo pensiero, priorità alla partita contro una Lazio, squadra che nasconde mille insidie soprattutto per un Napoli che non può permettersi ulteriori passi falsi in campionato. Ma ci pensate se la Lazio dovesse prendere il largo? Gli azzurri potrebbero ritornare in corsa? Se consideriamo che la rincorsa si dovrebbe fare su altre squadre e non su una, tutto diventerebbe più complicato e non ci si può permettere di mandare a ramengo un campionato magari per forme di distrazione a mio avviso intollerabili</em>”. Per mister Casale la Lazio è da temere ma da cui non farsi assolutamente intimidire, e poi Reja, come tutti gli ex, ha un tallone d’Achille che potrebbe prestare il fianco agli azzurri, ma non bisogna farsi illusioni perché l’esperienza del goriziano non è da sottovalutare: “<em>Sull’onda dell’emotività Reja potrebbe incappare in errori, agli ex capita spesso, quelloche dico non è una diminutio per il tecnico goriziano ma è uno scenario a cui potrebbero andare incontro tutti. Del resto anche lo scorso anno, dopo aver tenuto in scacco il Napoli per un tempo e più, ciò non si può non riconoscerglielo, secondo il mio punto di vista, ha sbagliato in alcune sostituzioni ed è stato tradito dalla fame di vincere perché, poteva accontentarsi anche di un pari, mentre si è scoperto a tal punto da essere punito da un Cavani particolarmente spietato lo scorso anno. Visto che ritengo che il Napoli potrà avere vita facile solo se Reja dovesse sbagliare l’impostazione della partita, bisognerà scendere in campo concentrati al massimo perché penso che sia improbabile che il tecnico biancoceleste cada in altri errori. Insomma ci sarà da battagliare, ma il Napoli non può arenarsi ancora, è arrivato il momento di fare punti in campionato in modo da ritornare a fare la voce grossa tra le prime e affrontare nel migliore dei modi le prossime partite</em>”. C’è il tempo, non per buttare l’occhio alle prossime sfide, su questo mister Casale è stato ben chiaro a ritenere la sfida con la Lazio quella più importante al momento, però si può dire qualcosa sul tour de force che aspetta il Napoli con partite importanti nel giro di pochi giorni. Si paventa che la squadra arrivi prosciugata ad esempio alla partita con la Juventus, ma Casale offre la sua idea e che non contempla alcuna banalità sebbene possa risultare eretica: ”<em>Ripetendo che in questo momento conta solo la partita con la Lazio, lo ripeterò fino ad essere martellante, secondo me a Bergamo gli azzurri non avranno problemi a dettare la propria legge, ma la sfida contro Cigarini e Denis è lontana come quella contro gli inglesi di Mancini, come è lontano anche il big match con la Juventus. Avrei preferito sinceramente che la partita contro i bianconeri si fosse giocata, perché considero un luogo comune il fatto che i giocatori debbano riposare per una settimana intera. Secondo me questo può creare una sorta di lassismo, mentre giocando ogni tre giorni, i giocatori sono spinti a fare più attenzione allo stile di vita, ad esempio non eccedendo in sregolatezze, questo può essere un modo per non far calare le attenzioni e di scendere in campo sempre determinati. Ora, però, guai a fare bizantinismi, che si pensi alla partita contro la Lazio e a nient’altro!</em>”. Più si gioca e più le prestazioni possono migliorare, Pasquale Casale non ha paura di gridare quella che ritiene una verità che si tende ad ammantare di reticenza, e poi il grido appare chiaro, deciso e forte: il Napoli deve pensare alla Lazio, batterla ed essere protagonista e in campionato, al resto si penserà dopo.</p>
<p>Maurizio Longhi ( corriere del Pallone)</p>
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		<title>Peccato non aver giocato Napoli-Juventus</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 13:39:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Napoli 7 novembre 2011 Mister Casale parla di un Napoli che era chiamato ad essere quello del secondo tempo dell’Allianz Arena Napoli-Juventus non si è giocata, il nubifragio abbattutosi su Fuorigrotta domenica mattina ha fatto sì che il Prefetto decidesse di rinviare la partita per i disagi provocati dalla pioggia all’esterno dello stadio che avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli 7 novembre 2011</p>
<p>Mister Casale parla di un Napoli che era chiamato ad essere quello del secondo tempo dell’Allianz Arena</p>
<p>Napoli-Juventus non si è giocata, il nubifragio abbattutosi su Fuorigrotta domenica mattina ha fatto sì che il Prefetto decidesse di rinviare la partita per i disagi provocati dalla pioggia all’esterno dello stadio che avrebbe impossibilitato molte persone a raggiungere l’impianto. Per mister Pasquale Casale, il fatto che non si sia giocato, impedisce di fare valutazioni circostanziate su un Napoli di cui era particolarmente atteso l’atteggiamento con cui si sarebbe presentato in campo dopo la partita di Monaco. Una squadra dal doppio volto, un po’ Dr. Jeckyll e un po’ Mr. Hyde, prima opaco, svagato e appannato, poi arrembante, propositivo e caparbio.</p>
<p><span id="more-522"></span>Questo il pensiero di Casale: “<em>E’ stato un peccato non aver giocato con la Juventus, perché si poteva vedere con quale spirito il Napoli avrebbe affrontato la gara, quello del primo tempo di Monaco o quello della ripresa. Diciamo che è naturale e fisiologico che una squadra che passa in vantaggio di tre gol abbia un calo di concentrazione e finisca per concedere qualcosa, ma è vero che il Napoli è stato bravo a reagire e a ridurre lo svantaggio acquisendo di conseguenza fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Per questo sarebbe stato curioso vedere l’atteggiamento del Napoli, se rinunciatario o intraprendente, questo soprattutto alla luce di quello visto a Monaco, completamente agli antipodi tra primo e secondo tempo. Tutti si aspettavano che confermasse di essere quello che ha messo in difficoltà i forti bavaresi e non quello che in quindici minuti sembrava già incenerito</em>”. Un’analisi figlia di varie opzioni tutte contemplate e nessuna trascurata, perché le domande che tutti i tifosi si ponevano erano e, a questo punto, sono le seguenti: che Napoli si vedrà nella prossima partita? Quello arrembante che ha provocato brividi ai tedeschi è stato favorito da una squadra che pensava di aver già archiviato la gara? Oppure sono stati gli azzurri a far tremare l’Allianz Arena con un piglio più determinato e aggressivo? Indipendentemente da quelle che possono essere le risposte, è importante che la squadra non smarrisca la fiducia e non faccia dissolvere l’orgoglio di cui è dotata. Perché se da un lato c’è stata la deconcentrazione dei tedeschi significa che il Napoli non è stato cinico e smaliziato al punto giusto da approfittare della situazione, ma sarebbe ingenerosa questa ipotesi, perché dall’altro lato si potrebbe parlare degli azzurri che hanno avuto il merito di rimettere in piedi una partita che sembrava naufragata e, dopo aver paventato una disfatta, si sono ripresi insidiando fino all’ultimo una squadra che, tra le mura amiche, non aveva mai capitolato due volte. Ma è un Napoli di cui non si possono esprimere valutazioni più approfondite alla luce del rinvio della partitissima contro la Juve, una decisione che ha provocato delle recriminazioni dalla sponda bianconera che avrebbe voluto giocare sull’onda di questo entusiasmo. Mister Casale commenta così il caso: “<em>E’ vero che la Juve sta vivendo un ottimo momento di forma, ma non si possono fare discorsi con il crisma della certezza assoluta, perché anche il Napoli così come poteva essere stanco, poteva anche essere animato da una voglia insopprimibile di riscattarsi. Poi così come è vero che il Napoli ha la possibilità  di recuperare due giocatori fondamentali come Aronica e Gargano, va anche detto che c’è un Lavezzi diffidato e che può rischiare di saltare la sfida</em>”. Ci sono degli aspetti del Napoli che non convincono, mister Casale ce li snocciola pur tenendoci a precisare di non essere il depositario della verità, ma di analizzare la situazione da addetto ai lavori e da appassionato di calcio: “<em>Dico da tempo che il Napoli non deve commettere l’errore di trascurare il campionato che, anzi, va privilegiato dal momento che può garantire la conferma di disputare un altro anno in Champions. Per questo è un peccato buttare punti in campionato, così come è successo a Catania, la partita di Monaco ha un po’ oscurato la sconfitta del Cibali, quando dovrebbe essere presa in considerazione per non ripetere l’errore di gettare altri punti per strada in un campionato in cui non c’è stata squadra anche di vertice non sia inciampata, ma il Napoli ha perso punti in partite in cui poteva sicuramente fare di più</em>”. Si passa alla situazione che vede Cavani in difficoltà da troppe partite eccetto il lampo del primo minuto a Catania e anche di un Fernandez sul quale lo scetticismo iniziale è stato un po’ messo in secondo piano dalla doppietta a Monaco, ma alcune storture restano: “<em>Fermo restando che considero Mazzarri uno dei migliori allenatori del campionato italiano e non, è stata una scelta sbagliata a mio avviso schierare Cavani in quella posizione contro il Bayern. Non è un caso che abbia offerto una prestazione evanescente, piuttosto gli avrei dato un turno di riposo, perché un attaccante come lui va arretrato per smarcarsi dai difensori se sta in forma ed è nelle condizioni ideali per macinare chilometri e risultare lo stesso pericoloso, ma non il Cavani attuale che sta attraversando un periodo poco brillante. In quanto a Fernandez, per me è un giocatore che, nell’attuale terzetto difensivo mazzarriano, non può essere schierato in una posizione che non sia quella centrale, perché chi gioca come esterno deve essere un mediano dalla grande resistenza altrimenti è normale che si trovi a disagio come è successo al giovane argentino. Un buon giocatore, non c’è che dire, ma ho sentito che potrà diventare forte, affidabile e risolutivo tra due anni, ma al Napoli non servono giocatori che nel lungo periodo possono essere protagonisti, servono giocatori che nell’immediatezza possono garantire un rendimento costante e positivo</em>”.</p>
<p>Maurizio Longhi  (corrire del pallone)</p>
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		<title>“Un grande giocatore non va snaturato”</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 13:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mister Pasquale Casale parla di Inler e della situazione non brillante che lo vede coinvolto: C’è un Napoli che in campionato continua ad incappare in notevoli difficoltà, anche a Cagliari gli azzurri non hanno giocato con grande ardore imbrigliati dai sardi dai quali si è rischiato più volte di essere castigati. È un Napoli autorevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mister Pasquale Casale parla di Inler e della situazione non brillante che lo vede coinvolto:</em></p>
<p>C’è un Napoli che in campionato continua ad incappare in notevoli difficoltà, anche a Cagliari gli azzurri non hanno giocato con grande ardore imbrigliati dai sardi dai quali si è rischiato più volte di essere castigati. È un Napoli autorevole in Champions, capace di tenere testa anche ad una corazzata come il Bayern Monaco, mentre sembra intimidirsi contro squadre come Parma e Cagliari. Non girano come dovrebbero i partenopei, sembrano rattrappiti e incapaci di scuotersi, di essere più propositivi, la squadra titolare è pressoché quella dello scorso anno nonostante il turnover di Cagliari, dove hanno trovato spazio giocatori come Fernandez e Santana.</p>
<p><span id="more-515"></span></p>
<p>Con mister Pasquale Casale, abbiamo analizzato come ogni settimana la situazione di casa Napoli, e lui ci tiene subito a fare una precisazione proprio su un nuovo acquisto, quello più atteso e più acclamato: “Inler non è un giocatore mediocre, sarei un pazzo se pensassi una cosa del genere e, direi una cosa non vera, ma sono mesi che dico che lo svizzero non è adatto per il gioco che fa il Napoli, mentre a Udine saliva sempre in cattedra avendo le spalle coperte da due operai, a Napoli è chiamato a giocare in uno schema completamente differente, e di conseguenza si trova a disagio. Quindi, bisogna fare in modo di esaltare le sue doti, e sia ben chiaro, le doti ci sono eccome, è un peccato solo non sfruttarle”. Se ne sentono di tutti i colori, sullo schieramento e sulle posizioni dei giocatori, mister Casale utilizza proprio un’espressione colorita per esprimere il suo concetto circa una questione tanto dibattuta: ”Mi sento di sfatare dei luoghi comuni, anzi, devo dire che sono delle vere “stronzate”, non si può sentire sempre la solita manfrina del giocatore duttile, la storia ne ha annoverati pochissimi, proprio perché è più unico che raro trovarne qualcuno. Ritengo che ogni calciatore abbia la sua specificità, che se impiegati nella loro posizione possono rendere al meglio, l’unico modo per trarre il massimo dal giocatore è metterlo in condizione di esprimersi lì dove sa mostrare le sue qualità, a che serve snaturarlo? E poi i pochi giocatori “duttili” chiamiamoli così, i cosiddetti “jolly”, non hanno mai giocato con continuità perché un allenatore è tenuto a comporre un mosaico in cui ognuno deve dare il suo contributo in rapporto a quelle che sono le sue caratteristiche”. In questo momento, al Napoli manca la brillantezza e il cinismo dei tre d’attacco, quei tre che l’anno scorso, con i loro guizzi, hanno risolto tante partite, questa è la considerazione prevalente, ma mister Casale se ne smarca: “Quante volte si dice che il Napoli non può fare a meno di Lavezzi e anche di Cavani? La vedo da un’altra prospettiva. I tre tenori azzurri possono essere devastanti, ma lo sono nel momento in cui gli altri reparti girano come devono fare, senza i rifornimenti è normale che anche loro si sentano spaesati e smarriti, come è successo del resto in queste partite in cui il Napoli ha steccato, è capitato sempre che il centrocampo non abbia assistito a dovere l’attacco con l’inevitabile conseguenza di un inaridimento di chi è tenuto a capitalizzare quanto la squadra crea”. In Champions è un Napoli che firma imprese e che non si fa soverchiare, una squadra che, contro ogni pronostico, spera ancora di superare il turno, certo che c’è un Manchester City in grande spolvero, travolgente in campionato e che ha un trascinatore che conosce molto bene il campionato italiano: “Il gol del Manchester al fotofinish ha quasi ripristinato le cose nel girone, Mancini può contare su un giocatore come Balotelli che segna con una continuità impressionate, avercene di giocatori come lui a Napoli considerando le polveri bagnate di qualche giocatore in maglia azzurra in astinenza gol da troppo tempo. Che poi sia un testa calda, è un altro discorso, non da banalizzare, ma il campo parla per lui. Gli azzurri si giocano la qualificazione proprio nel match casalingo contro gli inglesi di Balotelli, molto dipende da quella partita dove il pubblico del San Paolo dovrà conferire alla squadra una carica e un sostegno diversi dal solito, per compiere quella che sarebbe una grande impresa” .Ora per gli azzurri si approssima una partita molto delicata, al San Paolo arriva la capolista, un’Udinese che sta sorprendendo un po’ tutti per lo smalto, la disinvoltura e la convinzione con cui affronta le partite e finisce per strappare applausi. “Contro l’Udinese è importante notare l’atteggiamento delle due squadre – analizza Casale &#8211; soprattutto quello dei friulani, certo se arrivano a Fuorigrotta con un atteggiamento eccessivamente spregiudicato rischiano di prestare il fianco agli azzurri propiziandone la pericolosità. Invece, se l’approccio dovesse essere quello giusto, allora per il Napoli gli affanni si moltiplicheranno, perché sono state capaci squadre come il Parma e il Chievo a imbrigliare i partenopei, perché non ci dovrebbe riuscire l’Udinese che è una signora squadra e che guida la classifica? Dirò di più, i friulani hanno portato avanti un mercato molto intelligente e, se a gennaio dovessero continuare ad orbitare in questa posizione, con gli innesti giusti, non necessariamente grandi nomi ma anche giovani promesse a cui dare fiducia come suole fare la società di Pozzo, allora ci sarà anche la squadra di Guidolin a lottare per qualcosa di molto importante. Già da inizio campionato, ho sempre ritenuto che Udinese e Lazio potessero recitare un ruolo da assolute protagoniste, la classifica dice questo, non sono né un mago né un profeta né voglio impancarmi a maestro, dico che bisogna fare attenzione a queste due compagini che hanno tutte le carte in regola per insidiare le prime posizioni”.</p>
<p><em>Napoli 24 10 2011 Maurizio Longhi (Corriere del Pallone)</em></p>
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		<title>“Contro le grandi il Napoli si esalta”</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 14:57:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mister Casale dà ottime possibilità agli azzurri di fare una gran bella figura contro i mostri sacri tedeschi È ingeneroso sostenere che il Napoli abbia snobbato il campionato, contro il Parma lo scivolone è stato figlio più di ingenuità che di un atteggiamento sbagliato. È stata una doccia gelata la sconfitta contro i ducali, molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mister Casale dà ottime possibilità agli azzurri di fare una gran bella figura contro i mostri sacri tedeschi</p>
<p>È ingeneroso sostenere che il Napoli abbia snobbato il campionato, contro il Parma lo scivolone è stato figlio più di ingenuità che di un atteggiamento sbagliato. È stata una doccia gelata la sconfitta contro i ducali, molti ne individuano le cause in una tendenza a privilegiare la Champions e, con l’incombere della gara contro il Bayern, il Napoli ha finito per distrarsi e prestare il fianco alle sortite della squadra di Colomba. La speranza è che con i tedeschi la furia azzurra possa tracimare e ammantare di magia una serata che potrebbe avere i risvolti più disparati, sono troppo forti i vari Ribery, Muller e Gomez?</p>
<p><span id="more-507"></span>Oppure il Napoli sarà bravo a non farsi intimorire e riscattare l’inaspettato tonfo interno? Mister Pasquale Casale la vede così: “Il Napoli contro le grandi squadre si esalta, quindi contro il Bayern potrebbe fare risultato, anche se pure un pareggio potrebbe rivelarsi un ottimo risultato specialmente se il Manchester City dovesse steccare contro il Villareal, in questo caso anche senza i tre punti le chance di superare il turno resterebbero alte. Ci tengo a fare una precisione, secondo me il Napoli finora ha fatto la voce grossa contro le grandi come Milan e Inter perché, dopo le sfuriate iniziali degli avversari, la freschezza atletica degli azzurri è affiorata devastando prima un Milan che al San Paolo era passato in vantaggio e poi castigando un’Inter partita con un grande sprint per poi rabbonirsi e lasciare la scena al Napoli”. Inevitabilmente non si può mettere in secondo piano lo sbandamento avvenuto contro il Parma, non ci si aspettava il crollo della squadra di Mazzarri contro una squadra che in trasferta era stata sempre sommersa di gol e che a Fuorigrotta ha trovato clamorosamente terreno fertile: “Innanzitutto mi sento di fare una valutazione del tutto personale ma che mi è balenata in mente e che mi sento di condividere, giudico l’atteggiamento del Napoli diverso a quello con cui l’anno scorso affrontava le partite, nella scorsa stagione molte imprese sono state firmate grazie a quel pizzico d’incoscienza che è appannaggio delle squadre che non hanno pressioni. Purtroppo bisogna capire che anche i pareggi non vanno buttati, anche le altre squadre di vertice accettano il punto, non capisco perché non debba farlo il Napoli che, tradito dalla sua fame di vincere a tutti i costi, ha finito per capitolare. Con il Parma la squadra è stata imbrigliata sugli esterni, Maggio e Dossena sono apparsi spuntati e Inler, continuo a ripetere, potrebbe dare molto di più, questo non significa che stia tradendo le aspettative, il suo valore non si discute, solo che non sta rendendo secondo quegli standard che ci si aspettava che un giocatore come lui garantisse alla squadra. Senza inficiarne l’affidabilità, è il caso che venga messo nelle condizioni giuste per eccellere, ad esempio come potrebbe fare Pirlo alla Juventus, anche Inler è in grado di avanzare il suo raggio d’azione e giocare a ridosso delle punte. Occorre essere più eclettici, Inler così come può giocare in fase avanzata, può anche posizionarsi davanti alla difesa e impostare il gioco come sa fare, dunque va messo nelle condizioni ideali affinché le sue qualità possano essere esaltate, lo svizzero è un patrimonio degli azzurri e va valorizzato”. Su Inler si sofferma l’attenzione di mister Casale che ipotizza uno scenario inedito: “E’ da contemplare la possibilità che Inler possa rifiatare contro il Bayern per fare spazio ad uno come Dzemaili che già è stato impiegato a Manchester in una posizione più avanzata e in quella zona può risultare anche decisivo”. C’è una ricetta per rendere la squadra più imprevedibile? “Non c’è una ricetta bella e pronta, servirebbe un mago, però serve una squadra più camaleontica che sappia adattarsi alle caratteristiche degli avversari. Quando le squadre che affrontano il Napoli sanno che andranno a giocare contro una squadra che adotta lo stesso modulo, risulta facile prendere le misure. E francamente non si può fare appello alla carica motivazionale, certo tutti devono mettersi al servizio di una certa linea tracciata dalla società, però le motivazioni, seppur importanti, possono essere vanificate dalla mancanza di un’idea di gioco, avere grandi stimoli è importante me è necessario saper cambiare la tattica. Mazzarri, ad esempio, è solito farlo durante la gara, perché non farlo già dall’inizio? Mi sembra un’assurdità, ormai un dato è acclarato, il Napoli quando non riesce a sfondare sulla fasce va in netta difficoltà, perciò servono alternative per rimediare a quella che può configurarsi come prevedibilità”. Serve un Napoli più effervescente per Pasquale Casale, capace di mutare atteggiamentoa seconda delle esigenze,questa è la soluzioneper ovviare ai problemi chefinora hanno addomesticatola squadra.</p>
<p><em>Napoli 17 10 2011 Maurizio Longhi (Corriere del Pallone)</em></p>
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		<title>Chiave tattica di questo Napoli in questo primo scorcio di stagione.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:45:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente alle affermazioni di Mazzarri sul modulo del Napoli e sull’applicazione, quasi feticista, del 3-4-1-2 dell’anno scorso, il Napoli sembra avviato verso un’evoluzione tattica dello schema di partenza che pur rimanendo nella pratica simile a quello applicato negli anni precedenti, è nella sostanza mutato sensibilmente. Lo schema è cambiato non quanto per volere dell’allenatore ma, piuttosto, per le contingenze di questo inizio di campionato dovute ad infortuni di giocatori importanti ma, soprattutto, per qualche errata valutazione sulle caratteristiche di alcuni calciatori vedi Inler e Dzemaili, Britos, Pandev.</p>
<p><span id="more-396"></span>La chiave tattica si è perfezionata strada facendo in tre fasi. Nel precampionato lo schema tattico del Napoli prevedeva una difesa con Britos a sinistra, Campagnaro a destra e Cannavaro centrale. A metà campo due esterni di fascia: Dossena a sinistra e Maggio a spingere sulla fascia destra con compiti più offensivi rispetto al compagno della corsia opposta. A centrocampo Inler e Dzemaili con il doppio compito di interdire e impostare il gioco, con il primo più dettare i tempi e il secondo più votato alla fase di copertura. In attacco con Hamsik leggermente arretrato rispetto a Lavezzi e Cavani. Nel precampionato questo schieramento, modulato con un centrocampo più portato al giro palla e meno dotato di senso dell’interdizione, ha mostrato subito le difficoltà del reparto difensivo del Napoli, che non aveva la stessa copertura della scorsa stagione con mediani come Pazienza, Gargano e lo stesso Yebda e con un Britos non all’altezza della nuova impostazione tattica.</p>
<p>In avvio di campionato è partita l’evoluzione tattica più importante del Napoli e in particolare modo dalla partita di Cesena dove, pur vincendo, il Napoli palesò una evidente difficoltà a contenere i contrattacchi bianconeri che tennero sotto pressione il centrocampo del Napoli con Inler e Dzemaili in difficoltà a contrastare il reparto avversario. Soltanto la superiorità numerica dovuta all’espulsione di un cesenate (due ammonizioni in pochissimo tempo) fece diminuire le difficoltà del Napoli. Questa gara, però, determinò la svolta tattica del Napoli. Da quel momento Mazzarri ha schierato Gargano che ha dato un miglior supporto a Inler in fase difensiva, ma soprattutto si è messo sulle spalle gran parte delle ripartenze offensive del Napoli (vedi le gare con il Manchester e con il Milan), dando al Napoli quell’aggressività e quella velocità che fino ad allora sembravano essere svanite.</p>
<p>L’accantonamento di Dzemaili, determinato anche da un infortunio patito dal centrocampista svizzero, ed il rilancio di Gargano, più volte in predicato di lasciare il Napoli, paradossalmente ci consegna una squadra stellare e spumeggiante pur senza il Matador Cavani. Dopo il passo falso di Verona e la mezza battuta d’arresto in casa con la Fiorentina, abbiamo avuto la certificazione della capacità di Mazzarri di sapere trovare nelle difficoltà contingenti nuove e, forse, più congeniali soluzioni tattiche in rapporto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Mazzarri, infatti, sorprendendo quasi tutti (tranne qualcuno tra cui chi scrive), ha schierato a Milano contro l’Inter un inedito 3-5-1-1 con Zunica e Pandev a sopperire, in parte, alla mancanza offensiva di Cavani. In questo sistema di gioco, che sicuramente Mazzarri riproporrà anche con Cavani, soprattutto fuori casa, la posizione di Hamsik, abbassato nella linea di centrocampo, ha dato maggior consistenza al reparto del Napoli. Inler con Gargano ed Hamsik accanto e con Pandev schierato alla Sanchez più basso rispetto a Lavezzi, ha potuto organizzare meglio il giro palla voluto da Mazzarri. Tutto il reparto ha faticato meno ed in questo modo è riuscito a mantenere una maggiore lucidità e freschezza , sia atletica sia mentale. Presupposti fondamentali che, nella seconda parte della gara, hanno fatto la differenza.</p>
<p>Con questo schieramento tutti i calciatori partenopei hanno potuto esprimere al meglio le proprie caratteristiche dominanti: in difesa poche sono state le sbavature; a centrocampo si è avuto maggior sfruttamento delle fasce esterne con Zunica e Maggio liberati da una maggior copertura dei tre centrocampisti; Inler è stato bravissimo a verticalizzare ed all’occorrenza a far girare palla per temporeggiare e abbassare i ritmi; Hamsik, defilandosi, ha potuto smarcarsi dal controllo difensivo interista per poi colpire con inserimenti tra le linee; Pandev, pur non al meglio, ha svolto un lavoro di depistaggio, aprendo spazi per gli inserimenti da dietro; infine Lavezzi ha esaltato la sua estrosità tattica non dando mai riferimenti ai centrali difensivi interisti, bravissimo a ricevere palla tra le linee per poi servire assist in verticale.</p>
<p>Un Napoli, dunque, capace di mutare atteggiamento tattico strada facendo. Resta un solo interrogativo: Saprà il Napoli trovare lo stesso equilibrio tattico, la stessa compattezza di squadra anche quando la partita dovrà essere impostata su basi più offensive?</p>
<p>Napoli 9 ottobre 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
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